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		<title>Guglielmo Minervini</title>
		<description>Notizie dal sito www.guglielmominervini.net</description>
		<link>http:/www.guglielmominervini.net</link>
		<language>it</language>


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<title>Rifacciamo la politica</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/gu_confstampa.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> Rifacciamo la politica. Questo è lo slogan scelto da Guglielmo Minervini per la sua candidatura alla segreteria regionale del Partito democratico. "Abbiamo provato a sintetizzare così la nostra sfida. Vogliamo raccogliere l'opportunità offerta dalla primarie di provare a sperimentare nuove forme di democrazia e costruire nuove forme di organizzazione della politica". Così si è presentato questa mattina il candidato della mozione Franceschini, durante la conferenza stampa per l’illustrazione della sua Mozione congressuale.  <br>
"Il Pd è nato per innovare e non per replicare. - ha proseguito Minervini - C'è chi sta affrontando questo dibattito congressuale con una vena nostalgica, una sorta di sottile pentitismo. Noi rilanciamo l'idea di rifare la politica per rispondere alla domanda di partecipazione che arriva soprattutto dai cittadini e che in buona misura da parte della politica, anche all’interno del Pd, è rimasta inevasa".  <br>
Il punto cruciale per Guglielmo Minervini saranno le primarie: "Contrariamente all'impostazione che si è data in questo primo scorcio di dibattito, le primarie dovranno essere un’importante strumento di discussione per unire il partito e non per dividerlo, anzi per irrobustire le ragioni comuni. In questo dibattito voglio rappresentare la voce di quelli che nel Pd e attorno al Pd chiedono una unità vera del partito. Sono indisponibile all'idea delle primarie come rissa. Dobbiamo riprendere a discutere con la società pugliese o sarà un’occasione persa". <br>
Per questo oggi sono stati anche presentati gli strumenti che accompagnano questo invito a trasformare il Pd in un luogo aperto e partecipato. La campagna ruoterà attorno al "Manifesto per la Puglia" nato con l’intenzione di rimettere al centro del confronto le idee cruciali per il futuro della nostra regione, tradotte in otto buone politiche: dei cicli ambientali, della salute, del buon lavoro, della solidarietà attiva, del fare innovativo, della bellezza, delle culture locali e dell'accoglienza conviviale, ciascuna contrassegnata da un originale logo.  <br>
"Vorremmo – ha spiegato Minervini – che su queste idee  per noi cruciali per il futuro della nostra regione si aprisse un confronto largo e che il Pd lavorasse, visto che ci accingiamo a chiedere la riproposizione di una ipotesi di governo regionale sul quale chiederemo in primavera il consenso dei pugliesi. Siamo già in campagna elettorale e mettere al centro le idee significa non solo ridefinire il profilo del partito ma anche tirar fuori una visione sulla quale costruire un’alleanza".       <br>
Le otto proposte saranno poste al vaglio della discussione pubblica, non solo nelle convenzioni di circolo ma anche e soprattutto tra i cittadini. Così sono stati programmati otto incontri per "guardare in faccia" i luoghi nei quali la Puglia sta provando a sperimentare forme di cambiamento. Dal primo svoltosi martedì a Taranto sul lavoro a quello di Copertino dove lunedì prossimo, con Giovanna Melandri, si parlerà della politica delle culture locali. Poi sarà la volta dei cicli ambientali con Ermete Realacci e dell'accoglienza solidale con le espressioni del sindacato che hanno protetto questa estate i lavoratori dal caporalato in capitanata.  <br>
Tutti i materiali e le proposte raccolte sul territorio confluiranno in un nuovo sito interattivo (www.guglielmominervini.net, disponibile da domani), con lo scopo di trasformare questa campagna in un movimento interno di animazione del Pd, in cui tutti coloro che vogliono condividere il confronto sulle questioni concrete possano incontrarsi e partecipare portando fattivamente il proprio contributo.<br>
 </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=275</link>
<author> Pubblicato il 17/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>La pagina della politica del buon lavoro scritta a Taranto </title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/taranto.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> Guardare in faccia la crisi non è esercizio consueto. Non lo fa il Governo che dopo averla a lungo negata ora ci dice che siamo magicamente fuori dal tunnel. Non lo fa il Parlamento, nonostante le interrogazioni in merito del centro sinistra. Non lo fa l’informazione televisiva che racconta solo storie a lieto fine o, nel migliore dei casi, se c’è un confronto, prima di arrivare nel merito delle questioni, scoppia una rissa contrapposta. Così l’occasione del Congresso del Partito democratico, che eleggerà il prossimo segretario nazionale e regionale, sta provando a esplorare le potenzialità che un confronto sui temi possa ridare fiducia non solo al partito ma possa contribuire a costruire una idea diversa di futuro per il Paese. <BR>In particolare in Puglia è il candidato della mozione Franceschini, <SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Guglielmo Minervini </SPAN>a ad affrontare i problemi, presentando nei territori il suo Manifesto per la Puglia: otto buone politiche per curare le fragilità della regione e esaltarne le idee in una visione condivisa. <BR>Il viaggio è partito sabato da Taranto "da quel pezzo di Puglia che soffre il peso della sua storia", e subito "dando la parola ai cittadini" sono venute fuori due nuove proposte che sono andate ad arricchire il documento che Minervini, dopo le primarie del 25 ottobre, affiderà nelle mani del candidato alla presidenza della Regione. <BR>Taranto è la città dell’arsenale, dell’Ilva, della diossina e in ultimo del dissesto finanziario. Ma è anche la città dei due mari, del castello Aragonese, dei musei e dei lavoratori che combattono per difendere la propria occupazione o per trovare un lavoro, che prima di tutto non uccida. <BR>Proprio del ruolo della politica nella definizione di un buon lavoro ha parlato nel capoluogo ionico <SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Tiziano Treu</SPAN> che ha aperto l’incontro nel salone della Provincia, dipingendo il quadro di crisi in cui l’Italia si trova. Poi l’ex ministro con Minervini e l’<SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">on. Battafarano</SPAN> ha dialogato con i rappresentati delle associazioni di categoria e i cittadini. "Taranto – ha sottolineato il candidato alla segreteria regionale del Pd – è una città strangolata dal dilemma tra la ricerca di uno sviluppo diverso e la domanda di lavoro". E proprio un <SPAN style="FONT-STYLE: italic">operaio dell’Ilva</SPAN>, <SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Paolo Patiero</SPAN>, è intervenuto preoccupato sì per il suo posto di lavoro ma più dell’ambiente, e apprezzando la legge regionale sulla diossina ha espresso il bisogno che la sua città ha di respirare...aria pulita. <BR>Il bisogno di fiducia è stato avanzato tra le richieste da parte del <SPAN style="FONT-STYLE: italic">Presidente provinciale di confindustria</SPAN> <SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Luigi Sportelli</SPAN>, stanco di sentirsi dire che la città ha tante possibilità di sviluppo se queste rimangono solo opportunità". E ha rivendicato il ruolo della politica, <SPAN style="FONT-WEIGHT: bold">Gigi Isabella</SPAN>, <SPAN style="FONT-STYLE: italic">segretario della Cgil di Taranto</SPAN>, iscritto al partito democratico, che ha dichiarato esplicitamente: "abbiamo bisogno di un partito che comunque vada, dopo il 25 ottobre, sia un partito. Che rafforzi il suo ruolo perchè di fronte ai problemi non ci si può confrontare di volta il volta prima con un assessore e poi con un sindaco e poi con la regione...c’è bisogno che il partito sia presente e ci aiuti a farlo con forza". <BR>"È proprio questa la mia idea di partito – ha rilanciato Guglielmo Minervini - il Pd deve essere il luogo nel quale ci si riappassiona e ci si rincontri intorno a queste sfide. È il luogo capace di tirar fuori da molte idee una visione comune".<BR>A cominciare dalla provincia ionica dove tutte queste istanze sono confluite nella proposta di un "tavolo per Taranto" con dentro tutti i soggetti: i cittadini, i sindacati, i lavoratori, le imprese e le istituzioni. "Facciamo fatica a lanciare lo sguardo oltre la realtà. C'è un deficit di immaginazione. Il partito democratico deve essere il partito della fiducia e della speranza. Obama ha vinto nella capacità di evocare una visione diversa. Su questa possiamo costruire un diverso modello di sviluppo per la Puglia". <BR> </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=276</link>
<author> Pubblicato il 16/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>Ricominciamo da Vendola, ripartiamo dalle primarie</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/vendmin.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> "E ora tutti i candidati alla segreteria regionale del PD dicano si all’iniziativa di Vendola. Quella indicata è la strada per parlare di politica e per uscire dalla palude degli accordi". Guglielmo Minervini, candidato alla segreteria regionale del Partito democratico per la mozione Franceschini, commenta così le dichiarazioni di Nichi Vendola che ieri si è detto pronto ad affidare alle primarie la sua ricandidatura alla presidenza della Regione Puglia.<br>
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E proprio su quest’ultima possibilità aggiunge: "Con i cittadini pugliesi rilanciamo la proposta di Vendola, se necessario anche con le primarie, perché la prospettiva del nuovo governo nasca limpida sotto la spinta dell’entusiasmo e non con il sospetto della trappola".<br>
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Sul tema delle alleanze la posizione di Minervini è chiara: "Parliamo prima della Puglia, del cambiamento che abbiamo attuato e di quello che resta ancora da attuare, delle conquiste ottenute ma anche dei limiti emersi. Parliamone in modo aperto e pubblico con tutte le forze politiche che credono convintamente alla sfida del cambiamento nel Mezzogiorno e che vanno molto oltre il perimetro del vecchio centrosinistra".<br>
<br>
Infine l’invito agli altri tre candidati: "Il PD raccolga la sfida di Vendola e la faccia sua. Sin da subito. Possiamo ritrovarci su questa proposta di percorso? Anzi, possiamo attuarla insieme, al di là del gioco delle mozioni? Io ci sono". </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=273</link>
<author> Pubblicato il 15/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>Parte Gaia, la Regione Puglia ha una nuova geografia amministrativa al servizio dei cittadini</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/working.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> Gaia, 15 settembre: entra in funzione nel pieno la nuova struttura organizzativa della Regione Puglia e, soprattutto, è il primo giorno di lavoro per i 70 nuovi dirigenti vincitori dei Concorsi. Otto aree, quarantatre Servizi, centotrentacinque Uffici che, con una più una moderna cultura amministrativa, presidiano le funzioni strategiche e di sistema dell’ente regionale. <br>La "messa a punto" del nuovo disegno organizzativo, di poco successivo all’approvazione della macro-organizzazione decisa dal Governo regionale, è stata conclusa venerdì scorso in sede di Conferenza dei Direttori di Area. Tocca a loro, infatti, l’istituzione degli Uffici e l’affidamento dei relativi incarichi dirigenziali. <br>"La politica ha fatto un concreto e deciso passo indietro rispetto alla gestione del potere – ha dichiarato <span style="font-weight: bold;">Guglielmo Minervini</span>- che corrisponde alla fiducia riposta nelle capacità manageriali dei destinatari degli incarichi dirigenziali di alta responsabilità". <br>"Ricerca industriale e Innovazione tecnologica" e "Attrazione investimenti" sono due nuove strutture dell’Area Sviluppo economico Lavoro e Innovazione: un esempio di come cambia il punto di vista quando si lascia la "gestione" per occuparsi in modo sistematico di pianificazione e programmazione degli interventi. <br>Altra novità che declina coerentemente uno degli obiettivi del programma di governo è la nascita dell’ufficio "Sistema istruzione" del Servizio Scuola, università e ricerca; come pure gli uffici "Trasparenza e-Government" e "Cittadinanza attiva" del Servizio Innovazione. Trova il suo riferimento organizzativo anche tutto il lavoro fin qui svolto per rendere trasparenti, 'convenienti' e monitorabili le gare per l’aggiudicazione degli appalti pubblici (ad esempio con l’avvio di EmPulia, la centrale di acquisti): si chiama ufficio "e-Procurement". Anche l’"integrazione Socio Sanitaria", "Governance e terzo settore", sono temi cruciali che trovano corrispondenza nelle strutture organizzative, così come le "Politiche del farmaco". "Pianificazione regionale e di Area vasta" e "Osservatorio del Paesaggio" sono solo due esempi, invece, della nuova logica con cui si riorganizza l’Area Politiche per l’Ambiente, le Reti e la Qualità urbana, la più vasta per competenze aggregate. </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=274</link>
<author> Pubblicato il 15/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>In Fiera l'orgoglio della Puglia e il governo che non c'è</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/fiera_levante.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> "Non mancava solo il Presidente del Consiglio, ma proprio il governo nazionale. Sul sud il governo non c'è". Questo il commento di Guglielmo Minervini, candidato alla segreteria regionale del Partito democratico, che questa mattina ha partecipato all’inaugurazione della Fiera del Levante.<br>
Il quadro presentato dal ministro Scajola non ha convinto l’assessore alla cittadinanza attiva pugliese: "Come meridionale mi sono sentito preso in giro. Il nostro sguardo, la nostra storia, la nostra educazione, il nostro amore per la politica il governo non ha voluto vederlo, ascoltarlo. Semplicemente non gli interessa".<br>
Dall’altra parte  però c’è la Puglia (e il sud) che ha rizzato la spina dorsale: "abbiamo rivendicato, con orgoglio, il cammino fatto in questi anni, il lavoro compiuto, il cambiamento conquistato. Era una Puglia a testa alta. Di fronte...niente. Una ragione in più per continuare a testa alta e con orgoglio a lavorare guardando al futuro". <br>
 </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=272</link>
<author> Pubblicato il 12/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>Il brutto risveglio del Pd</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/lunita.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> <EM>La campagna congressuale del Pd in Puglia ha assunto ormai caratteri nazionali, tanto che è tornato ad occuparsene il vice direttore dell'Unità, Pietro Spataro, con un articolo che mette al centro del dibattito la questione morale.</EM><BR><BR>Sicuramente Massimo D’Alema non immaginava gli sviluppi del caso Tarantini quando, davanti a centinaia di persone assiepate alla Festa dell’Unità di Grosseto, martedì sera ha avvertito: «Vedrete, ci saranno altre scosse». A quell’ora la prima edizione del Corriere con i bollenti verbali di Gianpaolo Tarantini era già in preparazione. E Berlusconi aveva già detto da Milano: «A Bari si è aperta un’inchiesta interessante. Mi sono stancato di prenderle soltanto...». Dieci ore dopo tra Roma e la Puglia per il Pd è stato un risveglio amaro. Non che le novità di quelle dichiarazioni siano così rilevanti, i particolari infatti erano già usciti a pezzi su altri giornali. Ma il timore c’è e ha due facce. La prima: se fosse solo l’antipasto di una campagna più vasta? La seconda: e se passasse l’idea che in fondo destra e sinistra sono uguali, donne e affari? Che poi è quel che desidera Berlusconi.<BR><BR>D’Alema, ovviamente, non l’ha presa bene. È amareggiato, dice chi l’ha sentito, Ma anche determinato a fare chiarezza. Insomma, nervi saldi. I suoi aggiungono: sappiamo quel che facciamo e quindi non ci preoccupiamo. Prima di partire per Perugia (dove ha reagito duramente alle «accuse ridicole») il leader del Pd ha mandato una lettera al Corriere dello stesso tenore: ho fatto tanti pranzi e tante cene elettorali, Tarantini non l’ho mai conosciuto, è assurdo occuparsi di una cena e non dei festini del premier.<BR><BR>Ma chi ha organizzato, nel Pd, quella strana cena? Possibile non sapesse chi era Tarantini visto che a Bari quell’imprenditore era già noto a tutti? Il sindaco Emiliano, per esempio, sapeva che era indagato e oggi conferma di aver portato via da quel ristorante D’Alema che «non sapeva nulla» di quei partecipanti e rischiava di essere «coinvolto da condotte leggere di altri dirigenti del Pd». Quali? Nei verbali si fa il nome di Michele Mazzarano, vice coordinatore del Pd pugliese. Il quale respinge qualsiasi sospetto: «Non so proprio da chi era organizzata quell’iniziativa. Ho deciso di andarci solo perché c’era D’Alema. È stato un errore pensarla e organizzarla». Mazzarano parla di un «quadro pessimo» ma sul responsabile non vuole nemmeno azzardare un'ipotesi.<BR><BR>A Bari molti però sono convinti che la mente di quell’evento sia proprio Sandro Frisullo, il vicepresidente della Regione chiamato in causa da Tarantini per il giro di prostitute e che si è dimesso qualche settimana fa. Il suo cellulare squilla a vuoto oppure tace: non raggiungibile. Ma è davvero lui l’uomo che ha rischiato di mettere nei guai Massimo D’Alema? La domanda che molti si fanno però non è questa ma che effetti potrà avere questo nuovo «caso barese» su un partito impegnato in un congresso difficile. Nel quartier generale dalemiano mostrano serenità: non credono che qualcuno pensi di approfittarne. A parte la destra e i suoi giornali, ovviamente, ma a questo, dicono, siamo abituati e pronti. Al Nazareno, sede del Pd, fanno sapere che in fondo «non ci sono novità rilevanti» e stanno a guardare in silenzio. Qualcuno però lontano dal palazzo sussurra: «Va bene, ma quel Frisullo che ci sta a fare nel Pd?».<BR><BR>Questa freddezza non si ritrova però tra quelli che sono in prima linea. «È uno schifo», dice senza giri di parole Sergio Blasi, dalemiano e candidato alla segreteria regionale per la mozione Bersani. «Chi si iscrive al Pd deve avere un certo stile di vita, altrimenti via. Sulla questione morale non si scherza». Anche il suo antagonista Guglielmo Minervini, un cattolico che viene dal volontariato, dice che i problemi non vanno lasciati marcire. «Non si può parlare di debolezza umana. Ma nemmeno si può usare questo tema come una clava dentro il Pd». Chi lo fa? Risposta: il sindaco di Bari, Michele Emiliano, che «sta inasprendo lo scontro», anche se ieri le sue parole erano di diverso tenore. Il suo obiettivo è essere riconfermato segretario regionale: e allora quale argomento migliore della questione morale per raggiungere la meta? Una certa tensione si respira anche nel Palazzo della Regione. Il presidente Nichi Vendola non vuole parlare ma chi gli sta vicino racconta che sta vivendo con apprensione questa fase anche se ha fatto per tempo quel che c’era da fare: azzerare la giunta e fare pulizia. Alla fine insomma lungo l'asse Roma-Bari corre il sospetto che comunque non finirà qui. Qualcuno ci vede addirittura la longa manus di Berlusconi che spera di dimostrare così che le vere «porcherie politiche» le fa la sinistra con gli affari della sanità. Lui al massimo passa la notte con le escort pagate da un altro che giura di averlo fatto a sua insaputa. E che sarà mai per il principe dei maschi italiani? Sia o non sia così, ritorna alla mente la frase di un anonimo dirigente del Pd che solo un mese fa a Bari giurava: «Vedrete che a settembre si ballerà...». </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=271</link>
<author> Pubblicato il 11/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>La politica torni scelta di povertà</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/intervista_cormez.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> <P><EM>Guglielmo Minervini intervistato&nbsp;oggi sul Corriere del Mezzogiono da Francesco Strippoli:</EM><BR><BR>La politica torni ad essere «scelta di povertà e servizio alla comunità: i voti, a differenza dei soldi, odorano». Non ha remore il cattolico <STRONG>Guglielmo Minervini</STRONG> , assessore regionale e candidato alla segreteria del Pd, nel fustigare il malcostume che emerge dalle inchieste («ma si attenda in ogni caso le sentenze dei giudici»). Non ha remore nell’usare la frusta e però nutre una preoccupazione: che «le riforme e il lavoro svolto dalla Regione in questi anni siano offuscati dalle inchieste».<BR><STRONG>Sembra assai preoccupato dell’immagine della Puglia.</STRONG><BR>«Avverto un sentimento di rabbia, per lo scarto che esiste tra il cambiamento che abbiamo prodotto e la rappresentazione della regione che viene offerta dalle notizie sulle indagini. La Svimez attesta che la Puglia soffre la crisi meno delle altre Regioni; l’agricoltura cresce in produzione e occupazione; il turismo registra un incremento sensibile».<BR><STRONG>Lo scarto non sarà mica frutto del fato.<BR></STRONG>«È uno scarto eccessivo per non essere sospetto. Vi è una distorsione mediatica che impedisce di guardare alla sostanza delle cose».<BR><STRONG>Sempre colpa dei giornali?</STRONG><BR>«Mi guardo bene dal dirlo. Ma sono certo: esiste un disegno, forse un’esigenza politica, di schiacciare la Puglia sull’immagine del Mezzogiorno deteriore. La Puglia che funziona rompe un cliché che fa comodo».<BR><STRONG>Chi regge questo disegno?</STRONG><BR>«Non evoco una regia. Constato, però, che la politica del governo nazionale intende radicare l’idea di un Sud irredimibile. In questa chiave la Puglia è un’eccezione che va rimossa. Lo scarto di cui parlavo è anche nelle proporzioni: finora è arrivato un avviso di garanzia che ha riguardato un solo assessore, immediatamente sostituito. Una scelta politica drastica che non ha precedenti».<BR><STRONG>Non è troppo indulgente?</STRONG><BR>«La questione morale c’è e abbiamo il dovere di affrontarla, perché interroga la politica e non solo i singoli. Ma contemporaneamente vanno rivendicati i risultati (persino in sanità) così come vanno assunte le respnsabilità: da parte di Vendola e dei suoi assessori».<BR><STRONG>Il Pd è escluso da questa assunzione di responsabilità?</STRONG><BR>«Per nulla: vale per tutti, anche per l’attuale segretario Michele Emiliano. Quale responsabilità? Quella di aver accettato di entrare nello spazio della gestione, senza limitarci all’indirizzo delle politiche. Ci siamo lasciati sedurre dalla tentazione di mettere le mani nel piatto. Solo di recente abbiamo riassunto il compito della politica».<BR><STRONG>In che modo?</STRONG><BR>«Con la centralizzazione degli appalti, la contabilità industriale per le Asl e non il pie’ di lista, la valutazione stringente sull’operato dei manager. Molte altre cose andrebbero fatte: l’attuazione del Piano della salute, i primari selezionati con concorsi pubblici, il reclutamento dei manager anche fuori dal settore sanitario».<BR><STRONG>Occorrerebbero norme nazionali.</STRONG><BR>«È vero, ma partiamo da un punto. La sanità la si rovescia come un calzino se si usano due armi: la trasparenza (la nostra legge può dare buoni frutti al riguardo) e la partecipazione dei cittadini».<BR><STRONG>Detta così, sembra uno slogan.</STRONG><BR>«Altro che slogan. Immaginiamo cosa sarebbero stati gli appalti sotto accusa se tutto il relativo procedimento fosse stato per tempo reso pubblico. O se nelle commissioni di appalto fossero stati presenti i cittadini. Però, vorrei, esprimere un concetto».<BR><STRONG>Dica pure.</STRONG><BR>«Tutti i fatti riferiti alle inchieste non sono ancora passati al vaglio dei giudici: siamo prudenti nelle valutazioni sugli addebbiti personali. Detto questo, è importante per ogni partito politico agire in fretta e per tempo».<BR><STRONG>Alla sua parte che cosa chiede?</STRONG><BR>«Per il Pd invoco quello che un tempo si sarebbe chiamato spirito di servizio al bene comune, senso di responsabilità pubblica, sobrietà nello svolgimento delle funzioni istituzionali. Vorrei che il Pd fosse un partito di persone che ispirano il loro impegno ad una scelta di povertà e di servizio. Per arrivarvi occorre un forte investimento in termini culturali: per la formazione e per la selezione di una nuova classe dirigente».<BR><STRONG><BR>Francesco Strippoli</STRONG> - <EM>Corriere del Mezzogiorno</EM><BR></P> </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=270</link>
<author> Pubblicato il 05/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>I doveri della politica per i precari della scuola</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/scuolmanif.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> <span style="font-style: italic;">L'editoriale di Guglielmo Minervini </span><span style="font-style: italic;">pubblicato oggi </span><span style="font-style: italic;">su Repubblica Bari : </span><br>
<br>
"La scuola è un mondo che ho abitato per anni. L'ho lasciato solo due volte: nel 1994, per fare il sindaco di Molfetta, e nel 2005, per accettare l'attuale incarico di assessore regionale. Per il resto, nella mia vita, sono un professore di scuola superiore. E conosco il sapore che questo lavoro ha. E' dalla cattedra che ho imparato ad ascoltare i giovani, tanto per fare un esempio. <br>
<br>
Sono, però, un professore che è entrato nella scuola in un'epoca diversa da quella di oggi. Era tutto più facile, prima, si dice. E infatti è vero. Un percorso rigoroso di studi, la gavetta del precariato,  un numero di anni pendolando in scuole lontane, o addirittura fuori regione, sacrifici, punti da accumulare anno dopo anno per scalare le graduatorie. C'erano anche prima. Prima, però, sapevi che la salita a un certo punto finiva. Prima o poi arrivava il concorso per il ruolo e ti potevi giocare le tue carte, avevi nelle tue mani la possibilità di chiudere la partita con l’incertezza della tua vita. Ora è diverso. Profondamente diverso.<br>
Non basta la laurea, non basta la Ssis, non basta accettare il ricatto di tante scuole private (che "assumono" giovani insegnanti gratis, in cambio di punteggio), non bastano gli anni di precariato nelle sedi lontane. La scuola è intasata, se non chiusa, sbarrata e un giovane professore precario, per iniziare a lavorare, se va al nord, Brescia, Bergamo, Verona, magari si prende gli insulti di qualche segretario locale della Lega Padana. <br>
<br>
Su questo quadro già critico è arrivato il disastro: il Ministro Gelmini e i suoi tagli sconsiderati, che restringono ancora un mercato già contratto e sono garanzia sicura per ottenere il contrario esatto della scuola di qualità che tutti ci auguriamo per i nostri figli. A fare due conti, in Puglia, vengono i brividi: 6000 precari, due terzi in più dello scorso anno secondo Cisl scuola. Molti di loro saranno trentenni: resteranno a casa, a cercarsi su internet l'ennesimo corso di formazione a pagamento per fare punteggio, a rimettersi sui libri con l'amarezza che, comunque, alla fine, non serve. <br>
<br>
Alla frustrazione di questi giovani professori, la politica ha il dovere di dire due cose. La prima è di non sentirsi soli, la condizione che singolarmente ciascuno di loro sta subendo è l’effetto di uno specifico disegno politico. Un paese che non investe sulla formazione, sull’educazione, sulla conoscenza, in una parola sulle persone è un paese che non va lontano, perché non investe sul proprio futuro. E questo è un paese che ha smesso di credere nel proprio futuro, per questo dequalifica il suo servizio scolastico pubblico. La seconda cosa è che dove la cattiva politica distrugge, la buona politica può talvolta porre rimedio. La Regione Puglia, con gli assessorati al Diritto allo studio e al Lavoro, ha stanziato 22 milioni di euro per recuperare 1500 precari messi alla porta dalla legge Gelmini. L’idea è semplice: mettere in azione questo "esercito educativo" per aggredire in 250 scuole di periferia la dispersione scolastica e, dunque, per irrobustire il sostegno ai ragazzi più deboli, per qualificare, proprio in quei luoghi, l’offerta formativa. Insomma, trasformiamo in risorsa quello che il governo centrale considera una zavorra.<br>
<br>
Anche questa è una "misura anticiclica": investire risorse pubbliche nella tutela non solo del territorio ma anche della società, nelle sue parti più fragili, è un modo intelligente per ridurre gli effetti della crisi provando a risolvere dei problemi difficili.<br>
Ecco due volti della politica che fanno la differenza".<br> </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=269</link>
<author> Pubblicato il 04/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>I cittadini complici della tutela della costa</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/Conf_stampa_camper.JPG' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> Dopo 24 tappe nei comuni costieri pugliesi, ha spento i motori il camper che ha portato il Piano regionale delle coste in giro per la Puglia, meritando l’attenzione di oltre 6.000 persone. "È stata la prima volta che una regione ha condiviso con questa modalità itinerante e partecipata uno strumento di pianificazione, e i pugliesi hanno risposto subito in modo positivo", ha spiegato l'assessore alla cittadinanza attiva e al demanio, <span style="font-weight: bold;">Guglielmo Minervini</span>. <br>Per ogni tappa del viaggio del camper è stata allestita una mostra, sono state proiettate le tavole fisiografiche del piano inerenti allo specifico tratto costiero, sono stati presentati i contenuti dell'ordinanza balneare e si è prestato ascolto alle segnalazioni dei cittadini. "Non abbiamo esposto solo il risultato dell'importante ricognizione sui fenomeni in atto sulla nostra costa ma abbiamo fotografato le reazioni sociali. - ha continuato Minervini - I cittadini ci hanno esortato a essere ancora rigorosi, attenti e puntuali nella gestione delle coste, ci hanno chiesto di lasciare effettivamente fruibili le spiagge libere e di continuare ad arrestare il fenomeno dell'abusivismo edilizio che ancora sopravvive". Oltre questi temi grande interesse ha suscitato il fenomeno dell'erosione cui più di altre è soggetta la costa pugliese. È stato oggetto di riflessione da parte dei cittadini la verifica del grado di erosione evidenziata dalle tavole del piano. <br>Quello che è emerso da questo tour è effettivamente il piano che i cittadini vogliono attuato. Presto la palla passerà ai comuni che poi avranno quattro mesi di tempo per la redazione dei Piani comunali che potranno e dovranno tener conto delle indicazioni emerse nello studio regionale. <br>La complicità con i cittadini nella tutela della costa è testimoniata anche dalle denunce arrivate al numero verde attivato a metà luglio dall'assessorato alla trasparenza e cittadinanza attiva in collaborazione con il WWF. Sono state raccolte, infatti, 206 segnalazioni distribuite in tutte le sei province. In alcuni casi i volontari sono intervenuti nelle verifiche esortando gli enti preposti, soprattutto i comuni, alla risoluzione delle problematiche. Tra queste è maggiormente emersa quella dei rifiuti, seguita dall'abusivismo e dall'accesso alle spiagge, anche in rapporto con i servizi pubblici offerti. <br>In conclusione come evidenzia l'assessore Minervini, i risultati si sono visti anche sul piano turistico con i primi bilanci della stagione balneare 2009: "Per il terzo anno la Puglia ha fatto registrare un’importante incremento dei flussi turistici a fronte di un calo del dato nazionale. È la dimostrazione di quanto una politica di rigore e di difesa della bellezza e della ricchezza della nostra costa possa generare anche importanti ricadute sul piano economico". </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=268</link>
<author> Pubblicato il 02/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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<title>Governare è ragionare sulle sfide non sentenziare</title>
<description><![CDATA[<img width="200" src='http://www.guglielmominervini.net/public/news/Biccari_guglielmo.jpg' alt="assicurazione" height="144" style="float: right; margin: 5px;" /><p style='text-align: justify;'> "Di Pietro non perde occasione per confermare che è più attratto dalle vicende giudiziarie che da quelle della politica. Il suo giudizio sul governo Vendola, piuttosto che allargarsi alla valutazione dei risultati conseguiti sul piano dello sviluppo economico, dell'inclusione sociale, della valorizzazione e della cura del territorio, della rete delle infrastrutture, delle politiche giovanili, del ciclo dei rifiuti, preferisce restringersi alla sola questione "sanità", anzi allo specifico spaccato oggetto delle indagini giudiziarie". Commenta così Guglielmo Minervini, assessore regionale alla trasparenza e cittadinanza attiva e candidato alla segreteria regionale del Partito democratico per la mozione Franceschini, le parole di Antonio Di Pietro. Il segretario dell'Italia dei Valori nella sua visita a Bari aveva espresso giudizi severi su Vendola e definito il Pd un "porto insicuro al cui nome non si riesce ad associare una classe dirigente davvero chiara".<br>
Dunque, continua la replica di Minervini: "Fazioso, davvero fazioso per una forza politica che ha tratto il suo consenso grazie all'impegno per la costruzione di un'alternativa di governo al centrodestra. Se affinasse appena l'ascolto scoprirebbe i gesti che questo governo di centrosinistra sta compiendo, soprattutto in questi ultimi mesi, per rovesciare il "sistema sanitario" come un calzino e rimettere al centro i cittadini. E scoprirebbe pure l'intenso dibattito congressuale che nel PD si sta svolgendo (secondo una prassi democratica evidentemente estranea a un partito del leader) pure sulle politiche sanitarie, con un senso di leale autocritica. Governare è ragionare sulle sfide, non semplicemente sentenziare".<br>
 </p> ]]></description>
<link>http://www.guglielmominervini.net/news.asp?idnews=267</link>
<author> Pubblicato il 01/09/2009 |  da Redazione</author><category>NEWS</category></item>


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