martedi 21 ottobre 2008
Vi spiego la politica del Governo



Carissimi,

lo hanno chiamato format. Per rendere efficace la comunicazione del governo basta applicare un codice, fondato su una regola semplice ed elementare: ogni problema, anche il più intricato, anche il più complesso, ha un responsabile.
Non una soluzione ma un responsabile. Basta ricercare il responsabile, caricargli tutte le colpe e la soluzione è a portata di mano.

Così la diffusa percezione di insicurezza nelle città è un questione riconducibile alla presenza degli immigrati. I rom fino a qualche settimana fa, gli immigrati di colore in questi giorni.
Lo smarrimento del decoro e della morale pubblica sarà anche un effetto della liquefazione dei legami sociali, come sostiene Bauman, ma gli incidenti stradali, quelli si, dipendono dalla prostituzione ostentata e di strada.
La dequalificazione della scuola pubblica sarà anche un fenomeno tanto complesso quanto remoto ma la radice, senza dubbio, resta il numero maggiore di insegnanti di origine meridionali, tra cui troppi presidi, e, soprattutto, la loro scadente preparazione.
L’inadeguatezza della pubblica amministrazione è un ostacolo storico allo sviluppo del paese, ma solo perché nessuno ha avuto il coraggio di punire i fannulloni e denunciare i sindacati.
Ovviamente, poi, la causa delle cause dei mali del paese è rappresentata da questa sinistra, illiberale e reazionaria, nella quale i comunisti lavorano contro la democrazia.

Di questo format colpiscono due aspetti.
• Il primo riguarda la progressiva erosione della capacità di giudizio. Questo
format ha un obiettivo: spegnere il cervello degli italiani, annebbiare la loro lucidità, addomesticare il residuo di coscienza pubblica, trasformarli in un branco. Il dominio dei media questa volta, al contrario delle precedenti edizioni del centrodestra al governo, viene posto a servizio di un obiettivo politico. Ha ragione Famiglia Cristiana: una volta spenta la ragione di un paese puoi farne quello che vuoi, puoi fare un fascio dei problemi e ricondurli a un solo uomo della provvidenza.
• Il secondo riguarda la cronaca di questi giorni. Le parole anticipano i fatti e questi anticipano i comportamenti. La raffica di episodi di razzismo racconta che i nostri comportamenti stanno già cambiando e con essi la nostra cultura, il nostro modo di vedere le persone. Significa che il format è già entrato nella nostra vita e ne ha abbruttito lo sguardo.

Forse è il caso di non restare passivi. E di iniziare a parlarne in questo blog.



Postato da Guglielmo Minervini in Governo
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Commenti

1) 11.1.2008 - Inserito da guglielmo.minervini

Cara Santina, la politica italiana è isterica e, forse, anche gli italiani un pò lo sono. Oscilla in continuazione tra i due estremi: in uno lo stato è inutile, una zavorra, un costo insostenibile; nell'altro lo stato è il salvatore, la mamma, la soluzione di tutti i nostri problemi. Berlusconi ha istericamente oscillato tra questi due estremi. Finora si è applicato a distruggere le istituzioni pubbliche, tutte, scuola inclusa, mentre in questo momento le esalta per salvare...le banche e l'Alitalia. E' vero quanto tu dici: subiamo la sua egemonia, gli corriamo dietro. Non riusciamo a far emergere la nostra idea di stato regolatore, che interviene per ridurre le disparità e per sostenere gli ultimi senza limitare i primi. Tu sai che noi i concorsi, i primi concorsi dopo 35 anni, alla regione Puglia li stiamo facendo davvero. Ed è una fatica inenarrabile. E poi i Pirp esclusi potranno essere ripresentati nell'ambito delle azioni sulla città finanziate dai fondi strutturali, più flessibili e più consistenti. Quindi nessuna fatica sprecata. Solo quella necessaria per alimetare un pò di speranza. No? Un abbraccio Guglielmo

2) 11.10.2008 - Inserito da de27anto

hai fatto la diagnosi. Quale è per te la cura? Mi fa riflettere la forma del discorso di Obama: semplice, chiaro, con un incoraggiamento ripetuto ad ogni proposta. A noi andrebbe bene:" APRITE GLI OCCHI" ad ogni denuncia sull' opera del malgoverno. Tonia de Ceglia

3) 20.10.2008 - Inserito da cbottal

Tutto vero e giusto, mi chiedo però iniziare a parlarne......per rivolgersi a chi? Un'opposizione che non perde occasione di rinfacciarsi colpe o denigrarsi a vicenda, a coloro che in questi giorni manifestano contro lo spegnimento del cervello degli italiani ma che purtroppo corrono il rischio che venga loro tirata la "giacca". Non vogflio eesere un qualunquista e neanche esprimere solo amarezza, mi chiedo solo, oggi se parlo chi è il mio interlocutore? A presto Cosimo Bottalico

4) 20.10.2008 - Inserito da poli.start

Anche noi siamo entrati nel format e cerchiamo il nostro capro espiatorio in lui, l'uomo della provvidenza, l'immortale essere che invece di invecchiare ringiovanisce, invece di incentrarsi sui problemi ne fa barzellette e canzonette. Io non ho mai visto nella massa una grande capacità critica e di ragionamento, altrimenti le elezioni sarebbero andate diversamente; la vedo in realtà come un popolo di tifosi che tifa per la Juve, o per l'Inter, a seconda di come va il campionato e poco importa chi gioca in squadra e come viene raggiunto il risultato: l'importante è che la squadra vinca e che si stia dalla parte dei vincitori. Quasi che si sia cosi' vinto insieme. E come non ho mai capito il tifo calcistico, non riesco a comprendere il tifo politico. MA SI PUO' ESSERE COSI' CIECHI E SORDI ? SI PUO' ESSERE COSI' OTTUSI DA SEGUIRE UNA PERSONA OVUNQUE VADA, QUALSIASI COSA DICA E QUALSIASI COSA FACCIA ? LA risposta purtroppo è SI': è successo quasi 70 anni fa ed ora sta succedendo nuovamente. E' più facile inneggiare che ragionare. E bisogna anche rassegnarsi al fatto che sia altrettanto inutile stare lì a sbracciarsi ed a sgolarsi: non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare e non esiste cieco maggiore di chi non vede perchè non vuole vedere. La ragione.... la ragione è presente in ognuno di noi solo che dorme. O meglio si sveglia a tratti ma, come la vista di un cavallo da soma, guarda spesso solo nella direzione in cui il cavaliere volge le briglie. Se veramente vogliamo che il suo sguardo spazi libero, non dobbiamo cambiare il cavaliere (chissà quale volo pindarico mi ha spinto a tale metàfora) e metterne un altro "piu' bravo", dobbiamo invece cercare semplicemente di togliergli i paraocchi. Poi decide la sua ragione dove portarlo.

5) 20.10.2008 - Inserito da grazia.solazzo

Meno male che digito su questa tastiera, leggo sul monitor questo articolo, evito la magra figuraccia di non conoscere il contenuto di ciò che esponi, assessore Guglielmo. Per non passare da ignorantona, lancio la ricerca sul motore "format Berlusconi" e comprendo perchè la passione Politica è sempre presente in me. Di proposito fuggo la televisione, leggo solo gli articoli che mi interessano e ascolto la gente che ogni giorno incontro. E' vero, faccio le mie figuracce non sapendo tanti fatti, mi districo, cambio discorso, eludo ma: MI SALVO!!! Non mi sto supervalutando, anche perchè rappresento sempre una minoranza e tante volte minoranza nella minoranza. Ciò mi consente di far sopravvivere in me la voglia del cambiamento, di non assuefarmi al quotidiano e anche se so in partenza che la vittoria non mi apparterrà, spero sempre. Mi ribello a questo "format" e mi piacerebbe conoscere il modo per combatterlo, per aituare gli altri ad esserne consci. Io non ci sto a snaturalizzare la mente umana, a renderla ipnotizzata o, peggio ancora, narcotizzata. Certo, da sola posso far poco, ma ... parlarne sicuramente produrrà magiche sinergie. Parlarne e agendo!!! Buona vita Grazia

6) 20.10.2008 - Inserito da ricchiuti.g

Caro Guglielmo, è tremendamente vero quello che dici nella tua lucidissima analisi. Com'è che, fatta qualche eccezione, prevale sempre il coro? Bisogna parlare, parlare, parlare...... e agire cercando di stanare il gioco perverso di una politica che emana fumi, alza polveroni, mostra i muscoli e .....si fa buio su questo nostro paese. Ho letteralmente divorato in questi giorni GOMORRA.... Semplicemente spaventoso! Le cose cambieranno.... diceva don Tonino. don Giovanni

7) 22.10.2008 - Inserito da gianni140860

Dopo la condivisa analisi, è urgente l'azione; il buon governo non basta più, ormai il campo è stato scelto da Berlusconi, conosciamo le sue regole, i suoi schemi di gioco ed ormai ci stiamo arrendendo ( meglio stiamo ormai all'assuefazione)al risultato. Gravissimo per chi ha responsabilità direttamente assunte, è pensare che basti la propria correttezza e passione politica. Gravissimo potrebbe diventare dire, un giorno, io c'ero e forse potevo fare di più. Mi piacerebbe ora sentire cosa fare in concreto, ed in particolare quali mezzi POPOLARI e COMPRENSIBILI dalla gran parte dei cittadini mettere in campo per promuovere un'efficace comunicazione. Per mia scelta frequento anche il mondo dell'agricoltura conversanese (mio paese d'origine) e quando parlano molti nostri assessori e soprattutto il nostro presidente regionale spesso il commento è (che cavolo vogliono dire?) Consiglio: comunicazione più semplice, immediata e concreta, con estrapolazione di messaggi da affidare a chi in ogni luogo è attivista (anche per un incarico) soprattutto perchè è convinto che la prossima battaglia elettorale è decisiva per il futuro delle nuove generazioni. non si parla di benessere soltanto, ma di garantire quella libertà che trova forza nella propria cultura, segno di autonomia di giudizio (e non nel dire solo quello che ti passa per la testa) E' il momento in cui il leader deve saper indicare una strada con la testimonianza, il coraggio, il sacrificio del proprio tempo, avendo la certezza che ogni critica da parte della base DEVE ESSERE RIMANDATA, perchè qui si gioca con il futuro. NON PERDIAMO NESSUNO E NESSUNO SI SENTA

8) 22.10.2008 - Inserito da guglielmo.minervini

Cari Cosimo, Giovanni, Grazia, don Giovanni, Gianni colgo dai vostri interventi il bisogno di un pensiero che non generi solo nuove parole ma anche nuove azioni. La cronaca di questi giorni ci offre qualche motivo di conforto: c'è un'Italia che s'indigna, che si mobilita, che non ha spento il cervello. Gli studenti che difendono l'università, gli insegnanti che presidiano le scuole, il popolo democratico che esce dalla stallo sabato 25, ma anche la splendida dimostrazione di solidarietà a Roberto Saviano che rompe la fatale solitudine degli eroi condannati al martirio, forse sono la dimostrazione che la coscienza civile di questo paese non è stata narcotizzata. C'è un residuo che resiste e si attiva. Di qui si può ripartire. Guglielmo

9) 30.10.2008 - Inserito da santina.mastropasqua

Caro guglielmo, sono incazzata nera. Governiamo noi e applichiamo una politica rigorosamente liberista. Governa la destra e introducono gli aiuti di Stato per salvare l'economia (dicono loro). Il 25 ottobre scendiamo in piazza per protestare, ma fino ad un anno fa c'eravamo noi al governo e le misure che oggi noi proponiamo non le abbiamo adottate. Perch? i nostri che stanno a Roma non dicono che bisogna ricominciare dal lavoro? Abbiamo aspettato che fosse un presidente repubblicano a proporre il ruolo strategico che lo STATO deve avere nell'economia . Ma stiamo scherzando? Dovevamo dirle noi quelle cose! Dovevamo dire noi che mentre l'economia tende al profitto, lo Stato tende al bene comune e perci? non pu? comportarsi come se fosse un'impresa qualunque. Ora si aspetta che l'economia riparta e perch?, come l'economia deve ripartire se qualcuno da questa crisi ci sta guadagnando? Chi ha l'interesse a far ripartire l'economia ? il popolo, che ormai ha perso anche la speranza per un futuro migliore per i figli. E' il popolo e quindi lo Stato che deve fare la prima mossa: per ridare fiducia agli Italiani e dargli qualche certezza in pi?, anzicch? tagliare sul personale bisogna assumere personale fresco, giovane, motivato. BISOGNA FARE I CONCORSI. Dobbiamo aspettare Berlusconi perch? si faccia? Scusa lo sfogo, ma diglielo tu a quelli che stanno a ROMA: meno chiacchiere pi? fatti! altrimenti continueremo a perdere le elezioni e non varr? neanche la pena impegnarsi. Ci hanno bocciato il PIRP. Che delusione!!! Tanto impegno per niente. Rimarremo sempre indietro? A che serve correre se poi ti cambiano le regole in corsa? Con stima. Santina

10) 13.11.2008 - Inserito da dipierrorenzo

Sig. Ass. Minervini G. la seguo un pò nell' ombra, nei vari incontri politici, inoltre collaboro attivamente, con la mia sede locale di CITTADINANZATTIVA, le scrivo questa e-mail per incoraggiarla, se ce ne fosse bisogno, nel suo duro lavoro, inoltre vorrei descriverle il mio sogno con una mia frase: " Io sono per i poveri, il rispetto per l'ambiente e gli esseri viventi della terra, i malati, i lavoratori, per l' uguaglianza sociale, la cultura per tutti, il rispetto per le minoranze ed il confronto, sono contro tutte le mafie e le dittature, per la partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale e politica... se questo è ROSSO, NERO o BLU, a me non interessa è solo CIVILTA! Adesso lasciatemi solo, prendetemi a bastonate, a calci a pugni, uccidetemi pure, ci sarà sempre un altro uomo, che parlerà al posto mio!! " Questa è la mia idea, lotto ogni giorno nella vita e nel mio sudatissimo posto di lavoro Ospedaliero ( forse sono un fannullone? non lo sò!) ma deve credermi è davvero difficile seguirà la retta via, ma ci provo! Le sue e nostre leggi sulla trasparenza, per funzionare hanno bisogno di gente che creda in un mondo migliore e le assicuro che io cercherò di essere uno di quelli, costi quel che costi! Chissà se, con l' elezione di Obama, la società venga influenzata da una ventata di " VERO OTTIMISMO " e pian piano ci sia un cambiamento culturale e sociale. Mi scusi ma a volte c'è bisogno di esprimere con qualcuno le proprie idee ed i propri sogni! Grazie

11) 13.11.2008 - Inserito da guglielmo.minervini

Gentile sig. Di Pierro La ringrazio molto, davvero molto per le sue appassionate espressioni di condivisione. Il suo sogno è il mio sogno, è il sogno di tanti. Ed è grazie a questo sogno che l'umanità, nonostante le cadute, nonostante le regressioni, riesce a non perdere il filo del suo cammino. Ci proviamo. Io in questa trincea della politica, lei in quella della sanità, ognuno nel suo posto proprio. Don Tonino Bello amava dire che quando i sogni sono fatti a occhi chiusi diventano incubi, quando, invece, sono fatti a occhi aperti, incrociando ragione e cuore, allora diventano contagiosi. Sprigionano una forza di cambiamento enorme. Allora senti che "si può fare". Il sogno di istituzioni pubbliche aperte e trasparenti è contagioso. Più del fango con cui in questi tempi è facile ricoprirle. Ce la faremo. Un caro saluto

Guglielmo Minervini



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