venerdi 6 febbraio 2009
É arrivata l'ora del Sud



É l’ora del mezzogiorno. Del sud. La nostra ora. É vero. La spinta leghista sta diventando ogni giorno la spinta di questo governo. Lo prevedevamo. Lo temevamo. Purtroppo sta avvenendo in misura pesante e in forma virulenta. E la crisi è un ottimo attrezzo per giustificare lo scasso. No, non è solo un problema di finanziamenti. Certo lo scippo che si sta consumando ai danni del sud è enorme: le risorse destinate alla “convergenza” del mezzogiorno stanno finendo altrove e in altri scopi. Questo è vero, eppure non è il problema ma il suo riflesso. Il problema resta la rappresentazione del sud. L’immagine della monnezza di Napoli ricopre l’intero mezzogiorno, le sue istituzioni, la sua politica, la sua cultura, il suo tessuto sociale. Il problema è che si è radicata la convinzione che una parte di paese con questo mezzogiorno non va da nessuna parte. Anzi il problema è che questa convinzione è divenuta senso comune e non solo linea dell’azione del governo. Tocca a noi. Non abbiamo però molto tempo per fare le due cose fondamentali. • La prima è un’analisi impietosa dei nostri limiti, delle nostre contraddizioni. Dobbiamo diventare critici più duri verso noi stessi. Esigere da noi di più. Abbassare la soglia di tolleranza verso le nostre debolezze. Il clientelismo, la corruzione, il cinismo sono i nostri avversari, i veri che abbiamo, come sud ma anche come paese. Questo è il momento che dal sud parta uno scatto di energia civica. Più senso civico e più virtù civiche sono gli alleati, gli unici, che abbiamo. • La seconda è condividere la consapevolezza della missione che il sud può svolgere non solo per sé ma per l’intero paese. Se non ci diamo una missione non c’è alcuna prospettiva. Ripartire dalla missione del mezzogiorno. Quale? Dimostrare che si può affrontare la crisi senza scivolare nel panico, senza regredire nel razzismo, senza implodere nell’intolleranza, senza lasciarsi risucchiare nella pulsione egoistica. Dimostrare che si esce dalla crisi cogliendo la sfida della sostenibilità ambientale, dell’economia della conoscenza, di una società aperta e inclusiva, meticcia. Energie rinnovabili, qualità, turismo, logistica, infrastrutture, tecnologie innovative: queste sono le risorse su cui dobbiamo fare leva. Si esce dalla crisi con la fiducia e non la paura. Si esce dalla crisi investendo sulle persone, liberando le energie. Ecco: questo è il momento in cui il sud reagisca non solo rivendicando e difendendo, ma generando, da protagonista, un’altra idea di futuro. Questo paese stanco, sfiduciato, sfilacciato ha bisogno di un mezzogiorno che lo accompagni nel mondo che sta nascendo. Proviamoci. Raccogliamo esperienze, persone, idee, proposte che già rappresentano questa nuova immagine di sud. Non accontentiamoci di raccogliere la rabbia o il lamento, ma le energie e l’innovazione. Un corto circuito in positivo. Non c’è un altro momento per cominciare a farlo. A partire da questo blog. Guglielmo


Postato da Guglielmo Minervini in Sud e cambiamento
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Commenti

1) 6.2.2009 - Inserito da

Ma che succede ? Mi piacerebbe capire meglio. Aiutatemi a capire cosa succede a livello nazionale, perchè rispetto alle vicende locali, tutto è chiaro nella sua pochezza. Il partito democratico, unica espressione di centro sinistra presente nel parlamento italiano, apre, concedendo credito, a scelte significative del centro destra. Penso tra tutte al federalismo fiscale e all'ok allo sbarramento al 4% . Un omaggio evidente, il primo, alla cultura leghista che non puo' non penalizzare i piu' deboli, che in questo caso siamo noi quelli del sud, i terroni. Un impedimento, il secondo, al fatto che in parlamento siano rappresentate come elemento di ricchezza le diversità esistenti nel paese. D'altra parte per tutta risposta, in maniera evidentemente strumentale la camera vota la sfiducia alla iervolino. Si possono esprimere tutti i commenti negativi sulla vicenda napoletana, e probabilmente sarebbero tutti condivisibili, ma certamente che il parlamento italiano esprima la sfiducia verso un'ammi istrazione locale rapopresenta solo un fatto strumentale e per niente finalizzato a ricostruire ipotesi di gestioni amministrative trasparenti e mamanti della legalità. Mentre tutto cio' accade il partito democratico a sua volta strumentalizza le violenze subite dalle donne, e ribalta pari pari i contenuti accusatori (quasi che la violenza degli stupratori fosse figlia di una o dell'altra ipotesi politica) che il centro destra aveva utilizzato prodomo Alemanno nella fase di ballottaggio a Roma. Fatemi capire dove stiamo andando ? Fatemi capire che progetto di futuro abbiamo ? Fatemi capire chi siamo e cosa vogliamo rappresentare ? Vi ringrazio, con grande affetto e amicizia, Gianni Liviano

2) 6.2.2009 - Inserito da n.mele

Condivido la riflessione e ci sto.

3) 6.2.2009 - Inserito da g.timeo

Carissimi,il Vaticano ha, ancora una volta, imposto la sua volontà prevaricatrice sullo Stato Italiano!!! Di che cosa dobbiamo parlare allora? Basta. Risponda il PD se ne ha capacità!

4) 6.2.2009 - Inserito da giu_russo

ciao guglielmo, intanto grazie per il continuo coinvolgimento sulle problematiche di regione e sud. In merito all'ultimo diario, vorrei attivare una iniziativa di cittadinanza attiva: per ora li lancio l'input sulla riforma della legge 64/01 sul servizio civile nazionale perchè possiamo produrre un documento utile da portare in parlamento come enti, e soprattutto giovani, della puglia, affinchè il governo non approvi una legge a proprio gusto e piacimento.

5) 8.2.2009 - Inserito da ricchiuti.g

Carissimo Guglielmo, buona domenica innanzitutto! Bella la tua riflessione. Sai che il 12 e il 13 febbraio sarò a Napoli per il Convegno delle chiese del Sud e porto con me due laici(il sindaco di Castelmezzano, Nicola Valluzzi, coordinatore regionale e membro della Consulta nazionale A.N.C.I. ed una donna segretario regionale del Progetto Policoro). Fossi stato il tuo vescovo ti avrei portato con me. Però tu che pensi possa dire oggi un vescovo del Sud per il Sud? Dammi qualche suggerimento, oltre alla tua riflessione letta oggi in Diario dello sciame. + don Giovanni

6) 18.2.2009 - Inserito da de27anto

Io proporrei una sorta di servizio civile volontario a chi va in pensione ancora nel pieno delle sue forze avendo tanta competenza da mettere a disposizione della società. Un caro saluto. Tonia de Ceglia

7) 22.2.2009 - Inserito da info

In un clima di difficoltà generale, per molti il Sud è ormai un’insopportabile palla al piede, un carico diproblemi insolubili a dispetto delle colossalirisorse investite: Mezzogiorno a tradimento, mangiapane a tradimento. La verità è che spesso chiamiamo ‘Mezzogiorno’quello che non ci piace o non vogliamo vedere del nostro paese. Risolvere i problemi dello sviluppo meridionalee dell’Italia richiede la stessa strategia. Cifre efatti alla mano, Gianfranco Viesti smentisce gli stereotipi e i ‘sentito dire’ più diffusi sul Sud parassita. è posiibile aderire al gruppo fondato su facebook dal seguente indirizzo http://www.facebook.com/inbox/?ref=mb#/group.php?gidI850915913

8) 2.6.2009 - Inserito da favalearch

Mi piace dialogare su questo blog. Non sono iscritto al PD; sono sempre stato di fede socialista. Ma Guglielmo Minervini - e le persone che ha scelto di avere intorno come primi collaboratori - hanno dimostrato di essere altra "cosa". Andiamo Avanti! Salvatore Favale

9) 2.7.2009 - Inserito da brunicar

Caro Guglielmo, sono inciampato questa mattina nel tuo scritto e come al solito vi ho trovato molte corrispondenze. Oggi però il mio problema è banalmente quello di non rirovarle nel più ampio consesso del tuo partito. Come possono convivere le tue, le nostre opinioni, con quelle di un "Parigino"? Sotto il segno della estenuante ricerca di una maggioranza, si promuove un surrogato di questi principi che li uccide nella coscienza della gente, imbarbarendone i comportamenti. Non appenderò niente alle fronde dei salici, ma da postazioni più marginali, sarò complice di pensieri e opere come le tue, opponendomi radicalmente ai contesti in cui vengono svendute. Carlo Bruni

10) 2.7.2009 - Inserito da de27anto

Sono molto d'accordo con la tua proposta. La Regione Puglia attraverso il suo Presidente e la sua Giunta ha preso una decisione "a testa alta" nel volere il segreto dei medici nei riguardi delle cure agli immigrati. Un caro saluto. Tonia de Ceglia

11) 2.8.2009 - Inserito da cindem

Se penso ai cosidetti "presupposti" con i quali è nato il progetto politico del PD, in particolare quelli incentrati sul riformismo,la modernità, il dialogo, la partecipazione dal basso, la meritocrazia, il ricambio generazionale, la parità di genere, l'etica, la non discriminazione, e altri ancora, comincio a nutrire perplessità rispetto alla realizzazione degli stessi, a tutti i livelli di potere dal nazionale, al locale. Personalmente intendo la politica nella sua accezione pura come arte delle scelte, come servizio e potere strumentale alla capacità di programmare con lungimiranza entrando nel merito delle questioni. Tale politica deve essere in grado di ascoltare e di dare delle indicazioni, perseguendo un'etica che si fonda sulla spinta motivazionale per offrire il proprio contribuito alla collettività, pronta a dare premi a soggetti qualificati e meritevoli che si impegnano, così come a mettere da parte coloro che non rispondono adeguatamente al mandato di rappresentatività, conferitogli dai cittadini. Cinzia De Marzo

12) 2.9.2009 - Inserito da guglielmo.minervini

Qualche riflessione a margine degli stimoli emersi.

A don Giovanni girerei la proposta di Giuseppe Russo: il sud volta pagina solo se riesce a fare, con coraggio e passione, un forte, fortissimo investimento sulla sua risorsa migliore, le persone, i giovani innanzitutto. Se questa terra non investe sulla sua gente, sulle sue energie più fresche, è difficile pensare di farcela. Il Progetto Policoro, sperimentato dalle Caritas, va nella direzione giusta ma troppo, troppo timidamente. Occorre una scelta più convinta per incidere davvero. Perchè non abbracciare una campagna di rilancio del servizio civile che ne impedisca lo smantellamento?

A Cinzia. Barry Commoner, travasando la seconda legge della termodinamica nel gergo ambientalista, ricordava che "in natura non si danno pasti gratis". Mi verrebbe da dire: figuriamoci in politica. Il cambiamento non si da gratis: nasce dalla tensione, dalla forza che, attraverso le persone, le idee nuove riescono a sprigionare. E noi ci stiamo provando...nonostante tutto.

E il "nonostante tutto" è quello di Carlo: c'è un sottile diaframma che separa, soprattutto nella politica, l'opportunismo dalla motivazione, il marketing dalla maturazione vera. Nel caso del "parigino" è legittimo il dubbio. a presto Guglielmo



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