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Commenti 1) 9.5.2008 - Inserito da beppechiapperino caro guglielmo, la tua analisi studiata e a freddo mi trova molto d'accordo, specialmente sulle cause della sconfitta, in particolare personalismi sfrenati, oligarchie prevalenti e obsoleti (aspetti che direi sono complementari, le due facce della stessa medaglia, specie nel Sud dove storicamente difetta una vera cultura politica del bene comune e invece abbonda una "cultura" del particolare e delle clientele) e concatenato a questo un diffuso spirito di parte ma scarsissimo spirito di coalizione in nome sempre di quel bene comune. Un circolo vizioso, insomma. Ho i miei dubbi, invece, su quelle che indichi, naturalmente in maniera molto sintetica, come le cause della vittoria di Berlusconi. Devo dire che secondo me ha pesato molto anche la vittoria della Lega, partito radicato sul territorio, "vicino" anche se interprete "rozzo" delle esigenze della gente, promotore di interessi importanti per la gente ma ristretti, non capace di una cittadinanza attiva aperta a una visione più ampia e propria della nostra costituzione. Ed anche il non voto. E su questo occorre, almeno da parte mia, una seria analisi che non ho fatto. Bene ha fatto lo studio del Centro Alcide De Gasperi di Bologna ad approfondirlo e ti ringrazio per la segnalazione. Adesso occorre lavorare seriamente sui territori, ripartire dalle buone prassi amministrative, dalla cittadinanza attiva anche se temo che quei personalismi, quelle oligarchie, quello spirito clientelare diffuso e cosolidato sia molto pesante e un grosso ostacolo per la diffusione di una cultura politica fondata sulla capacità di pensare globalmente e agire localmente. beppe chiapperino 2) 9.5.2008 - Inserito da poli.start A parer mio non si possono spiegare le dinamiche ragionando dall'interno di un partito: un uomo politico, per quanto vicino alla realtà ed alla società civile, ne è sempre più distante di chi ogni giorno, costantemente, pedissequamente, routinariamente, si scontra con problemi che un politico non avrà mai. A livello locale, nelle sezioni dei partiti, è evidente come siano presenti in gran parte parassiti che vorrebbero ricevere più che dare, artisti del difilarsi quando c'è da lavorare senza ritorno personale. Il resto della società, salvo che nel periodo preelettorale, si disinteressa TOTALMENTE della politica a meno che non venga colpita nei suoi interessi piu' cari (il portafogli). E' la parola stessa "POLITICA" che crea ormai inconsciamente questa barriera. Forse la cosa fondamentale sarebbe cambiare la denominazione di "partito politico" in "associazione per l'evoluzione della società civile" o qualcosa di simile. Ed allora, come si esce da questa empasse ? Se questa è la diagnosi, beh, la cura non può essere "inventiamoci un nuovo ospedale" perchè la gente non ci andrà mai. Bisogna creare un nuovo ospedale e DIMOSTRARE con il TEMPO e con i FATTI che è meglio di quello vecchio e che sì, vale la pena di andarvicisi a curare. Struttura nuova si', ma anche medici competenti, infermieri attivi e gentili, organizzazione ed amministrazione efficienti. Veltroni è arrivato alla costruzione dell'Ospedale ed a dire che era meglio di quello vecchio, ma per la fretta ha assunto il personale con le solite raccomandazioni e la gente lo ha percepito. Medici in odore di politica, infermieri che cercano di scansare il lavoro e organizzazione che non ha avuto il tempo di mettersi su organicamente. Ma non si poteva perdere tempo su questi aspetti perchè il malato doveva essere operato d'urgenza... ed infatti è morto ! Come cercare di innovare la pubblica amministrazione comprando solo i computer senza fare il resto in termini di alfabetizzazione del personale e riorganizzazione delle procedure. Non funzionerà più nulla: nè l'organizzazione vecchia nè la nuova ! Per questa volta è andata così e ritengo che il risultato ottenuto sia comunque oltre le aspettative. Occorre usare questi anni di sicuro malgoverno per sforzarsi di stare con la gente nella società e con i politici nel governo. Occorre che i pochi che riescono ad essere ponte tra questi due emisferi si adoperino disinteressatamente seminando instancabilmente idee, fiducia, coerenza, correttezza operativa e speranze nella gente che non appartiene alla politica. Solo così tra qualche anno potremmo riparlarne.... 3) 9.5.2008 - Inserito da dellolio Non vorrei apparire inutilmente polemico ma mi permetto di introdurre una chiave di lettura della sconfitta elettorale un po’ più semplice e magari anche un po’ più scomoda. E’ proprio impossibile che la maggioranza degli italiani abbia visto il PD governare (al momento delle elezioni il PD era il principale partito della maggioranza parlamentare e della maggioranza nella quasi totalità dei consigli regionali) ed abbia ritenuto la sua capacità di governo inadeguata? Faccio solo qualche esempio. Forse il PD è stato bocciato perché il ‘suo’ governo nazionale ha risanato il bilancio senza ridurre consistentemente la spesa pubblica? Forse il PD è stato bocciato perché la ‘sua’ giunta in Campania ha gravi e innegabili responsabilità nella questione rifiuti? Cosa ha fatto il governo Prodi e i tanti governi regionali del centrosinistra sul tema dei costi della politica? E’ proprio impossibile diminuire gli stipendi di componenti di Consiglio e Giunta della nostra regione (non mi sembra un argomento populista)?…si potrebbe ovviamente continuare a lungo. Quando si governa si è giudicati per quello che si fa e soprattutto per quello che non si fa. Occorre domandarsi se il PD dovunque sia stato chiamato a responsabilità di governo abbia governato bene. Io credo che l’assioma “stiamo governando bene” non aiuti a capire il voto! Se si è perso vuol dire che la capacità di governo è stata percepita come inadeguata. Non so se è solo modesta capacità di comunicazione o c’è dell’altro? Certo anche Berlusconi nei suoi cinque anni di governo nazionale ha governato male. Si può dire altrettanto dei suoi governi locali al nord? Non credo. E poi si sa che per una parte dell’elettorato di destra i condoni, i colpi alla magistratura, l’attacco alla libertà di informazione non sono sinonimi di cattivo governo! Infine una modesta osservazione che spero non sia interpretata come una critica, conscio come sono che governare è complicato, faticoso e difficile per chiunque. Si possono fare politiche pubbliche anche molto innovative e convincenti (mi riferisco, ad esempio, ad alcune politiche regionali) ma se non si riesce a far lavorare la burocrazia in modo adeguato, ragionevolmente rapido e rispettoso dei cittadini l’effetto positivo di queste politiche viene in buona misura disperso (gli esempi si potrebbero fare facilmente ma mi sembra superfluo e forse inopportuno). Personalmente non avevo mai avuto rapporti con la burocrazia regionale…ho cominciato da poco e per non essere troppo critico vi dico che non è una esperienza facile. Spero di smetter presto. Insomma la capacità amministrativa non sempre brillante del PD (in sede non solo nazionale) e il desiderio dei una parte del nord di smarcarsi dai doveri di solidarietà verso la parte meno sviluppata dell’Italia spiegano secondo me il 90 % della sconfitta. Spero di non erìsere troppo semplicista. Francesco Dell’Olio dellolio@deemail.poliba.it 4) 9.5.2008 - Inserito da s.centonze Occorrono nuove idee e nuove forme per promuovere e raccontare tali idee. L'abbattimento dell'ICI e i "circoli della libertà" pare si siano rivelate idee vincenti. Occorre fare altrettanto. Anzi, meglio. Si può fare??? Yes, we can. 5) 10.5.2008 - Inserito da d.favuzzi Caro Guglielmo, analisi perfetta, hanno creato un grande "Partito" Democratico, ammesso che tale sia, hanno distrutto il centrosinistra e quanto di buono l'Ulivo aveva realizzato. La cosa gravissima è che in questo processo decisionale, nessuno di noi ha potuto dire come la pensava e nessuna assise democratica ha potuto esprimersi con un voto sulla linea politica di beata solitudine che si andava asumendo. Per fortuna qualcuno è sulla via del rinsavimento e si risente parlare di territorio e dell'importanza del radicamento del partito sullo stesso. Per fortuna si abbandona l'idea di partito "liquido" per parlare di un partito fatto di militanti in carne ed ossa che dal centro alle periferie possono e devono esprimere le proprie idee per la costruzione di un progetto politico nuovo che dia alla politica quella P maiuscola che da tempo latita. Non credo sia più tempo di improvvisazioni, credo che Veltroni, fuori dalla ubriacatura mediatica degli ultmi tempi e ritornando con i piedi sulla terra, possa ancora garantire il processo democratico interno, del quale si avverte un grande bisogno, che ridia centralità al nostro progetto politico all'intero di un centrosinistra, certamente rinnovato e modernizzato, al fine di ritrovare la forza delle idee per battere le destre che in questi ultimi giorni sembrano prendere ulteriormente vigore nelle loro più becere espressioni. Vito Favuzzi 6) 12.5.2008 - Inserito da a.grimaldi2 che peccato la distruzione dell'ulivo! era un progetto audace,vigoroso, stupendo, ma ora non c'e' piu'! "uniti nell'ulivo" era verso questa, che poi si e' rivelata un'utopia,che si doveva andare!!! e cio' che è mortale e' vedere fra 5 anni berlusconi presidente della repubblica!!che fare per cambiare cittadinanza? comunque cerchiamo ora di difendere le amministrazioni locali, anche se di questo passo sembra difficile! alessandro grimaldi (a.grimaldi2@virgilio.it) 7) 14.5.2008 - Inserito da guglielmo.minervini Cari tutti il bisogno di discutere è diffuso e profondo. Le idee, però, migliori non vengono quando si discuite astrattamente ma anche mentre si lavora concretamente nel territorio, nella realtà, nel sociale, nelle amministrazioni. Le idee migliori nascono nelle sfide. Sono convinto che le difficoltà si affrontano meglio quando avviene il corto circuito tra la riflessione e l'esperienza concreta, quando il pensiero nasce dalla vita. Dobbiamo imparare ad apprendere dagli errori, a non sprecare le sconfitte. Insomma, quando parliamo della politica dovremmo cominciare anche a parlare di noi stessi, di come sentiamo attraversare la nostra esistenza dalle sfide di questo tempo. Può essere un bandolo da seguire per provare a sbrogliare quest'aggrovigliata matassa. Guglielmo Minervini Scrivi Il blogcommento sarà pubblicato dopo la valutazione della redazione (solo per gli iscritti alla newsletter del sito www.guglielmominervini.it). Invia ad un amico (*) campi obbligatori |
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