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Commenti 1) 4.6.2008 - Inserito da vindefilippis Caro Guglielmo, la tua lettera sul Corriere del Mezzogiorno centra il problema cardine del PD: i vecchi partiti con le relative correnti non sono scomparsi, anzi tentano di riorganizzarsi come prima. D'altro canto anche le liste elettorali sono state fatte con la stessa logica e in una poverta' di idee più che evidente. L'associazionismo cattolico non ha avuto alcuno spazio, i rappresentanti di alcune aree totalmente ignorati (si pensi al sud-est barese...) e le espressioni guida di alcune categorie forti (agricoltori, medici, ecc.)allontanati...come mi scriveva un mio amico medico " hanno più peso radicali mai visti e "paracarutisti" romani senza consenso locale e con meriti molto dubbi (reggiborse...)". Quanti consensi abbiamo perso per quelle candidature inette? E' stata umiliata una vasta area di consenso di cui il PD aveva goduto nelle Primarie di ottobre, ma soprattutto non v'è stato alcun coinvolgimento decisionale di chi è stato eletto alle primarie, cioè di chi aveva messo in gioco la propria credibilità per un partito nuovo. Ora bisogna stare attenti a fare il PD e a non rintanarsi nelle "correnti". Se non sarà così, il PD sarà un secondo partito clan (o multiclan) o azienda modello Forza Italia e null'altro. Eppure le tante belle intelligenze che ha il PD non le ha nessun altro partito, i tanti legami con il mondo del lavoro e del volontariato cattolico non sono presenti in alcuna altra organizzazione partitica. Si può fare, ma tutti insieme e senza occupazioni di spazio, perchè chi occupa spazi non fa servizi e chi non serve al Bene Comune non solo è inutile, ma dannoso per la Democrazia. Speriamo bene. Vincenzo De Filippis 2) 4.6.2008 - Inserito da nicolaselvaggi La mail appena letta mi conferma come sempre che Guglielmo sa trovare la chiave di lettura giusta per decifrare lo stato attuale del partito. Chi mi conosce meglio sa che parlo senza sottacere nulla. La teoria mi permette di allenare la mente, la pratica permetterebbe di migliorare òe mie capacità. La rete che in teoria risolverebbe tanti problemi, ai miei piccoli occhi stenta a manifestarsi. E' richiesto uno sforzo maggiore, un surplus di idee per realizzare immediatamente quello che per ora fa parte della teoria. In attesa di ricevere nuove comunicazioni ti/vi saluto. 3) 4.6.2008 - Inserito da s.centonze Internet è uno uno strumento poderoso per attuare programmi di cittadinanza attiva e politica partecipativa, forse in un futuro più o meno prossimo potrà attuare il sogno di un democrazia diretta di pericleana memoria. Per ora rimane l'unico strumento attendibile d'informazione. Basta osservare come è stato gestito dai media tradizionali "l'affaire Alitalia" che in campagna elettorale era costantemente in prima pagina, mentre ora si cerca di occultare in tutti i modi, dimenticando promesse, responsabilità, prestiti a tempo da 300 milioni e Cordate varie all'italiana. O meglio all'Alitaliana. Costituisce una prima inversione di tendenza da cogliere, che il web puntualmente non esita a sottolineare, perchè è stato lo stesso web il protagonista della più grande inversione di tendenza della storia politica americana la quale ha visto un afroamericano trionfare alla vittoria delle primarie democratiche. Perché è il World Wide Web che unirà attraverso il dialogo costante comuni, province, regioni, nazioni e civiltà secondo il rivoluzionario programma del Senatore dell'Illinois. Perché come in America anche in Italia la libertà deve essere sinonimo di democratici e democrazia. For a more perfect Union. Our moment is Now. Everywhere and anywhere. Attraverso Internet non c'è nulla che non potrà Non esser fatto. o che, in altre parole: Si potrà fare. 4) 5.6.2008 - Inserito da trisciuzzi Penso sia arrivato il momneto che tu caro guglielmo ti debba candidare alla guida del PD in puglia. Saluti 5) 5.6.2008 - Inserito da francesco.neglia Caro Guglielmo, sono anche io molto preoccupato per il processo di "balcanizzazione" in corso all'interno del PD. E pure una giustificazione c'è :luoghi comuni di discussione ancora non ce n'è. insomma , al momento, siamo al partito degli iscritti alle vecchie filiazioni. Gli altri, tutti gli altri, quegli oltre 3 milioni sono fuori, in attesa. 1. C'è un ruolo che la Puglia può svolgere per promuovere l'ambizione di un PD meridionale. Abbiamo già vissuto una fase che ci ha accompagnato dall'emergere di singole personalità a più imprese collettive. I nomi li conosciamo, le imprese pure. E conosciamo pure le forme e i modi dei percorsi: nessuno venga a dirmi che bisogna inventarsene di inediti. Contano il contatto persona per persona, l'attenzione ai problemi quotidiani, un orizzonte da disegnare....... 2. Diffido della banalizzazione dei messaggi , sia per i contenuti sia per i comportamenti. Non è "leghizzandoci" che risolviamo i problemi. Anche in questo caso poco o nulla da inventarsi: etica comportamentale (poche auto di servizio e più umiltà); poco scimmiottamento di culture che non ci appartengono (se qualcuno vuol partecipare alle ronde lo facesse, ma non dicesse che appartiene al nostro mondo). 3. In cima alle preoccupazioni dei nostri conterranei c'è l'ansia per le difficoltà economiche e l'angoscia per il futuro dei propri figli. Quando vengono messi in discussione sia il quotidiano sia la prospettiva la voglia di ascolto si azzera. E con essa muore la voglia di partecipare. Un fraterno saluto Franco Neglia 6) 5.6.2008 - Inserito da cbottal Sino ad ora ho assistito ad un'analisi quasi rassegnata della sconfitta elettorale, come se tutto fosse ormai già scritto e nulla si potesse fare per invertire la rotta. Se la città, la provincia e la regione ti voltano le spalle, un motivo ci deve pur essere. Un dirigente di partito è tale perchè ha l'onore e l'onere di far camminare le idee e se perde quanto meno ha l'obbligo di analizzare in profondità cosa ha generato la sconfitta. Non mi interessa cercare un capro espiatorio in tizio o caio, bensì continuare a riflettere sino a quando non si giunga a delle conclusioni tali da far rialzare il partito messo al tappeto dal pugno della sconfitta. A presto, Cosimo Bottalico 7) 5.6.2008 - Inserito da miveramide Carissimo Guglielmo, credo che ogni sconfitta meriti comunque un riconoscimento, poichè è espressione di un confronto con desideri, bisogni ed aspettative dell'altro che non sono state soddisfatte. Questi chiede solo di essere riconosciuto, riconosciuto autenticamente non solo nei programmi ma anche e soprattutto nella realtà concreta dei fatti. Invece spesso la politica finisce per diventare una meravigliosa costruzione di idee, progetti, fantasie, ma allo stesso tempo lascia dietro di sè il vuoto del reale, del vedere quelle fantasie concretamente attuate. Chi scrive purtroppo lo ha verificato su sè stesso e sul proprio progetto di straordinario interesse sociale, ma nei confronti del quale a più riprese sono stati opposti ostacoli burocratici e politici che ne stanno rallentando paurosamente il pieno sviluppo. Credo allora che una idea politica ed i suoi rappresentanti dovrebbero parlare con le opere concrete, con i dati di ciò che, a livello umano dunque sociale, prima di tutto, sono riusciti a realizzare. E' qui la linfa per la rinascita. Sono certo gli strumenti per portare avanti un programma ci siano e ci siano tutti, perchè i veri programmi li fanno le persone. Ammiro la persona che sei. Per questo sono sicuro saprai difendere idee di straordinario valore. Insisto tuttavia nel consigliare la concretezza di un progetto che sappia incarnarsi nella gente, trasformandola, ridandole la libertà di guardare al futuro con occhi di speranza, di ottimismo, di entusiasmo. Semmai lo vorrai potremo riprendere eventualmente il discorso. "La gente ha bisogno di toccare con mano il tempo del suo futuro nello spazio del presente"........ Un caro saluto Francesco 8) 5.6.2008 - Inserito da mariodle caro Guglielmo, ho letto l'articolo sul Corriere del Mezzogiorno e credo sia opportuno fare alcune riflessioni sul PD. Il partito non può essere ancora distante dalla realtà della nostra gente che da noi vuole concretezza e mal si adatta alle logiche di correnti e di autoreferenzialità di molti maggiorenti. Occorre coraggio, disponibilità a lavorare e impegno a stare di più fra la gente per capirne le ragioni del diffuso malessere. Ciao Mario 9) 5.6.2008 - Inserito da n.mele Sono convinto che la strada indicata da Guglielmo sia la strada da perseguire, per costruire un vero PD Nicola Mele Responsabile Regionale IDV Dipartimento IMPRESE e Terzo Settore 10) 5.6.2008 - Inserito da p.depalo Tante belle parole, ma se invece di perdere tempo nei vari hotel di Bari a costituire correnti e correntine, associazioni, fondazioni e quant'altro, andassimo in mezzo alla gente forse gran parte delle soluzioni si concretizzerebbero. La verità è che c'è un abisso tra chi crede nel progetto politico del PD e i dirigenti nazionali e locali del PD che si stanno strutturando in correnti poco prima del tesseramento, pronti per "pesarsi" e per avanzare candidature e rappresentanze in vista dei prossimi impegni elettorali. Ho dato la mia disponibilità a svolgere il ruolo di segretario politico cittadino per vincere la sfida dell'integrazione e della contaminazione tra culture e persone, non per gestire col bilancino i rapporti di forza tra appartenenti a correnti. Tra la gente ho spiegato il codice etico e l'evitare l'accumulo di incarichi politici e amministrativi, il termine temporale dei mandati..... Ma ad oggi sono più le eccezioni che le regole! C'è una pressione dalla base in un senso ed una forza antitetica creata da dirigenti di ex partiti che ragionano ESATTAMENTE come si ragionava negli ex partiti. Se il PD deve creare correnti di ex-DS, ex-Margherita, ex-Socialisti autonomisti, oltre a correnti prettamente personalizzate, ma perchè non abbiamo continuato con l'esperienza dell'Ulivo? Perchè il partito unico? Chi ha il coraggio morale di andare a dire alla gente che il PD è un organismo unico, che ha semplificato la politica? In realtà ha inglobato gli sforzi per creare equilibri tra ex partiti coalizzati, trasformandoli in sforzi per creare equilibri tra correnti nello stesso partito. Guardate che il PD del popolo delle primarie è un'altra cosa! O i dirigenti lo comprendono e si comportano conseguentemente, oppure che la base del partito inizi a farsi sentire, altrimenti il PD si allontanerà sempre più dall'essere un partito di popolo e l'insuccesso del progetto è dietro l'angolo. Qualcuno mi ha redarguito dicendomi che questa è una lotta contro i mulini a vento, ma io penso che valga la pena di combatterla, anche perchè chi come me vive di altro che non di politica non ha nulla da perdere e la forza x combattere la trova perchè è cosciente che la sinistra italiana oggi ipoteca il suo futuro sul successo del proggetto del PD. Grazie Guglielmo per avermi permesso di poter avere un luogo dove poter affrontare questi argomenti! 11) 5.6.2008 - Inserito da francescom26 Caro assessore, condivido a pieno il ragionamento politico. Sono però dell'avviso che il tutto debba concretizzarsi in iniziative immediate che debbano scongiurare la disgregazione ideologica che sta, aihmè, intaccando il "sogno PD" e che non consente al nostro partito di avere ancora oggi una identità comune. Se così non sarà temo che l'ottima iniziativa della lettera aperta possa essere mal interpretata, alla stregua di un'altra "mossa di nicchia" al pari di quelle già susseguitesi negli ultimi mesi. Resto a disposizione per qualsivoglia iniziativa volta al raggiungimento della anelata identità del PD. Francesco Mazzilli 12) 5.6.2008 - Inserito da mariobosco2004 piccole cose Con questo intervento vorrei dare un micro contributo al futuro PD. Di volta in volta vorrei sollevare questioni particolari, anche minime, ma che fanno vincere le elezioni e costruire un PD "fabiano". L'apertura domenicale (e notturna) dei negozi. Proposta: ognuno fa quello che vuole e può. Dobbiamo smetterla di "educare" il popolo bue! Il popolo è adulto e sa decidere da solo. Voglio fare la spesa la domenica,perchè gli altri giorni lavoro o non mi va. I commercianti se vogliono possono adeguarsi al futuro (i centri commerciali) e non questi ultimi alla preistoria (il luddismo ha sempre perso). L'economia di mercato è un valore, regolamentarla è un valore aggiunto, strozzarla con leggi e leggine infinite al servizio di interessi più o meno chiari è un disvalore. Ma i commercianti del centro di Bari hanno votato PD? I commessi della mongolfiera hanno votato PD? Chi ci interessa? Sarò vetero ma preferisco i giovani lavoratori precari alla rendita di posizione che spesso non paga le tasse. Se pagare lo straordinario domenicale ai commessi costa troppo, o semplicemente hai voglia di andare al mare, non aprire. Perdi clienti? Abbassa i prezzi e lunedì riavrai i clienti che hai perso la domenica. Non riesci a battere la concorrenza? Fai domanda di assunzione alla mongolfiera e chiudi a via Sparano. Ma perchè il PD non si fa i fatti propri e lascia che l'economia di mercato faccia il suo mestiere? 13) 5.6.2008 - Inserito da mariobosco2004 Credo sia tempo di ripensare sulla sinistra moderata, l'unica rimasta, dal momento che la cosiddetta sinistra estrema è ormai preda di una volontà di autodistruzione tipo muoia Sansone con tutti i filistei. L'infantilismo politico, il frazionismo, l'io sono comunque migliore di tutti, se posso avere di più non è meglio, io rappresento il popolo, etc. frasi dette e non dette ma fatti certi e dimostrabili. Tornando a noi credo dobbiamo affrontare la riflessione su che cosa significa essere oggi dalla parte della gente: non con la spocchia di chi vuol "insegnare" al popolo bue, bensì con quell'attenzione che si può e deve dare ad un popolo "adulto serio e responsabile" e soprattutto titolare dei diritti del cittadino e non suddito di uno Stato autoreferenziale. Basta con un'amministrazione che "non si fida" nè dei suoi dipendenti nè dei suoi cittadini. Basta con un ceto politico di professionisti ormai slegati dai problemi, dalle necessità e purtroppo perfino dalla riflessione sul come sostenere i cittadini a realizzare i loro sogni, i loro diritti. Basta con un ceto politico asino nominato dai maggiorenti per poterlo usare come massa di manovra. Basta col blaterale di "talenti, merito, etc." e poi osannare al sultano il cui unico merito è quello di essere nato sultano, nominare e sostenere solo amici, parenti, sostenitori con il loro pacchetto di voti. E soprattutto basta con una politica pervasiva di tutta la vita dei cittadini costretti a schierarsi per ottenere come "favori" i più elementari diritti. Scusate per questo sfogo ma penso che se non avremo la forza di discutere con chiarezza e senza tabù rimarremo a piangerci addosso per troppo tempo.... 14) 5.6.2008 - Inserito da smbari sarebbe opportuno un conclave delle forze di opposizione prima della pausa estiva per individuare strategie e magari gia' un candidato ombra alla alla carica di sindaco giovanni petruzzella via palummo 8 p.s. prima si riparte e meglio e' gia' la gara e' cosi' in salita 15) 5.6.2008 - Inserito da giovanna.leone carissimo guglielmo, sono d'accordo che bisogna ripartire dal sociale. non da costruzioni, per quanto brillanti e raffinate, di forme partito più o meno estenuate, ma da una presenza vicina e comprensibile (cioè mediata da azioni significative, più che da discorsoni) alle persone più in difficoltà, nei luoghi dove esiste un disagio. disagio ce ne è moltissimo, e può essere manipolato con facilità (e sprezzo della moralità, un aspetto che va denunciato esplicitamente nel nostro discorso, credo, quella parresia cui giustamente spesso ci richiama enzo bianchi oggi, ma ha fatto lo stesso foucalt ieri, quando chiamò per nome francamente l'aids, la sua ultima lezione ai suoi alunni benpensanti prima di morirne). anche i cristiani del pd dovrebbero parlare chiaro, penso, denunciando come le fragilità sociali vengono trasformate in paura, parola d'ordine di chi lavora a dividere e isolare per potere meglio dominare, che non va assolutamente accettata come terreno di dialogo, per non contribuire in nulla a queste manipolazioni intelligenti e spietate. noi dovremmo invece rivendicare con orgoglio, le tante volte che c'è e che c'è stata, la nostra tradizione ineccepibile nella scelta degli ultimi (penso all'uso indegno del nome di don lorenzo milani di questi ultimi giorni). bisogna credo ripartire da lì: dal servizio a chi è in difficoltà (le tante povertà, non solo economiche ma di isolamento sociale o disorientamento e scoraggiamento morale), magari proprio, per chi lo crede vicino al suo modo di fare politica, ripartire dalla scuola che continua, nell'indifferenza generale, la sua lotta ormai quasi eroica di rinascita culturale del nostro paese. ciao, giovanna 16) 5.6.2008 - Inserito da gaetano.grillo Caro Guglielmo Ho sempre pensato, già dall'estate scorsa che i temi più avvincenti del nuovo progetto politico avviato dal PD, erano quelli più complessi e dunque di più difficile comprensione per molti. Il disegno era ed è un disegno concettuale (parlo da artista), non certo "figurativo"; un linguaggio che fonda la sua forza proprio sulla nuova complessità del presente. In qualche modo il contenuto tematico è molto, molto, avanti per riuscire a radicarsi in tempi brevi nella realtà; figuriamoci se una campagna elettorale precoce avrebbe consentito di capire pienamente la nuova sfida politica. A questo va aggiunto che la strategia di comunicazione, a mio giudizio, avrebbe dovuto essere fortissima e invece è stata timida; agnellino da latte per le fauci diaboliche del lupo che è a tutti gli effetti un fenomeno mediatico. Penso che il rilancio del PD non possa prescindere da una laborosissima attività di "rifondazione" di uno statuto di valori nettamente diverso da quello che il "Berlusconismo" ha costruito in 15 anni attraverso Mediaset e la distruzione della RAI. Berlusconi ha formato una nuova generazione che si riconosce in modelli che a noi fanno ribrezzo ma noi...cosa abbiamo formato nel frattempo? Anzi! Abbiamo imparato ad usare la politica in modo non diverso dai nostri antagonisti, senza marcare la differenza e questo, caro Guglielmo, ha molto stimolato il qualunquismo e la sfiducia nella politica. Credo che dobbiamo ripartire dalla FORMAZIONE, dobbiamo fare SCUOLA, ALTA FORMAZIONE. Il contenuto del disegno va bene ma deve essere capito profondamente e dovrà essere la COMPLESSITA' matura a sfidare il RUDE SINTETISMO dell'attuale Governo. Quel rude sintetismo che ora, purtoppo appaga e, pur nella rozzezza concettuale, dà risposte chiare alla gente semplice. Scusa la forma del commento, scritto di getto Gaetano Grillo 17) 5.6.2008 - Inserito da grazia.solazzo Propongo, a spese del nazionale, un laboratorio in un piccolo o medio centro del ns Sud. Un laboratorio sovvenzionato dal partito. Ebbene si, bisogna metter mano al portafogli (può essere vi siano bandi europei di finanziamento a proposito ... ). Un laboratorio ove siano presenti facilitatori che permettano la partecipazione democratica. Facilitatori della comunicazione essenzialmente. Comunicazione assente a vari livelli e che estromette la gente comune. Facciamo che sia un grande gioco, ambientiamolo, si avvicineranno adulti diffidenti, giovani e bambini. E' un'idea lontana dalla politica che si esercita oggi ma potrebbe essere un'alternativa. Niente di molto artefatto, obiettivi vicini alla gente. Torno a faticar. Buon lavoro a tutti. Grazia 18) 5.6.2008 - Inserito da mike.dicarlo Intervengo semplicemente per condividere pienamente l'analisi di mariobosco 2004. Ecco, chiediamoci seriamente cosa voglia dire stare dalla parte della gente ..... perché tanti, troppi, anche nel PD, pensando di stare dalla parte della gente utilizzano la politica per interessi di carriera e di parte. E' sempre più urgente e necessario intenderci sul fatto che per governare la “cosa pubblica” bisogna essere uomini liberi, distaccati da passioni e vizi, capaci di non anteporre le logiche di partito, gli interessi personali, di gruppo, di carriera a quelli pubblici della città. Questa era la scommessa e la sfida alla base della nascita del PD. Michele Eugenio Di Carlo 19) 5.6.2008 - Inserito da .... Abbiamo creduto di contribuire alla nascita di un partito nuovo, fatto di idee e di gente che si ritrova intorno alla realizzazione di un progetto politico che è essenzialmente progetto culturale, la nascita di una nuova cultura politica. Ma quanto tutto questo ha realmente accomunato la gente che oggi anima il partito? Si ha la sensazione di essere ancora più soli perchè intorno sventolano le bandiere dei vincitori e le logiche di gruppo , quelle si organizzate ed unite , nell'attuazione di una politica di pulizia dallo straniero, dalla sinistra, dal diverso. La realtà appare nuda e cruda in questa infinità di dibattiti di partito dove trapela l'intento, ancora una volta, di organizare le fila in funzione di una ennesima competizione elettorale,(provinciale) si costituiscono correnti e sottogruppi. I veri problemi, quelli dell'identità e della condivisione nel nostro partito e quelli del rapporto con la gente sono del tutto assenti. In tutto questo che fare? ben venga la lettera aperta di Guglielmo Minervini e ben vengano le nostre riflessioni, le delusioni e la rabbia assolutamente non sopita da questo ingranaggio che continua a muoversi tra mistificazione e realtà. Nessuno dei dirigenti del partito, ad ogni livello coinvolti in questa disfatta della sinistra, ha confessato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare mettendosi al servizio del cittadino e di quella comunità più o meno ampia in cui ognuno opera in rappresentanza del partito democratico. Ritornare alla piccola comunità , condividerne i disagi , assumere quel ruolo di accompagnamento nella percezione del disagio e delle possibili soluzioni e creare il coinvolgimento degli eletti perchè comprendano i veri bisogni della gente ed elaborino soluzioni rispondenti, tornino ad essere uomini politici e non divi di tournè elettorali Ci muoviamo in un mondo dove regna la logica del potere, del possesso materiale dei beni, del pragmatismo esasperato, ma in tanti sono esclusi, sono in povertà valoriale prima ancora che economica. In sostanza credo che le sorti del partito democratico siano in mano ai piccoli uomini disillusi ma tenaci che nelle comunità territoriali possono aver cura del contesto sociale ed essere in grado di lasciar emergere un nuovo modo di pensare e fare politica, di rinsaldare i legami allentati, di costruire quell'habitat dove potrà attecchire ed essere compresa una nuova cultura politica che noi riteniamo debba appartenere a pieno titolo al PD. E se questa può essere la strada giusta ben vengano i forum, ed i luoghi di incontro, le piazze di partito, dove si discutono i problemi della comunità e si illustrano le possibili strategie di opposizione, di soluzione, di intervento con riflessioni e analisi (l'azione di governo per le politiche giovanili dell'ass.Minervini in questo senso è magnifica. Grazie); ben venga la sinergia con le associazioni del territorio, anche quelle di categoria, per garantire un'attenzione costante al contesto sociale, economico, culturale territoriale della città e costruire insieme un luogo di crescita individuale e collettiva. Ho compreso da tempo che le discussioni e le ricerche di condivisione rispetto a intenti assolutamente non coerenti con le idee dichiarate servono davvero a poco . Ed allora ricerchiamo la nostra condivisione nell'azione, misuriamoci e confrontiamoci con questo fare, ricerchiamo il contatto sociale, almeno veniamo fuori da questo torpore della politica di sinistra che rischia di pregiudicare l'opportunità che tanti hanno visto possibile nella nascita del PD. E qui dovrebbe funzionare l'organizzazione di partito, quella possibile formazione cui accennava il commentatore Grillo ora rimessa alla buona volontà dei singoli. Parliamone ancora 20) 5.6.2008 - Inserito da ventrella_o e se si provasse a essere realmente divergenti, a partire da una politica comunicata chiaramente e conseguente nelle azioni? L'ultima campagna elettorale mi è sembrata, a partire da Veltroni fino alla tornata comunale ,assolutamente appiattita su standard di basso profilo. E se si cominciasse a chiamare nel PD gente con testa e cuore? 21) 6.6.2008 - Inserito da avv.nicolanatuzzi Caro Guglielmo, accetto il tuo invito: ok è vero, sono d'accordo. Forse tutti "noi" siamo d'accordo. Sono almeno quindici che siamo d'accordo. La domanda vera è: come è potuto accadere che dopo ogni vittoria (e ne abbiamo riportate tante, non dimentichiamolo, alcune dolcissime) abbiamo perso pezzi di credibilità. Non mi convince appieno l'idea di un "partito responsabile", perchè avverto il rischio della subalternità. A "noi" serve un partito coraggioso, concreto e coraggioso, in cui ogni pezzo è importante...........davvero. Buon lavoro. 22) 8.6.2008 - Inserito da beppechiapperino Caro Guglielmo, rispetto alla lettera non posso che condividere pienamente l'idea di un partito meridionalista che metta al centro le politiche di welfare, con tutti i temi che queste riguardano perchè con le politiche di welfare si rimettono al centro la vita delle persone e non gli organigrammi del partito, si rimettono al centro le politiche territoriali, degli enti locali, di prossomità con i cittadini. E' il pensare globalmente e agire localmente che funziona però solo con l'assunzione concreta di responsabilità di ognuno. Ognuno deve puntare a fare bene la sua parte, impegnandosi al massimo, e riconoscendo le proprie capacità e i propri limiti e riconoscendo agli altri le stesse dimensioni. ciao, beppe 23) 8.6.2008 - Inserito da mariobosco2004 piccole cose Calendario scolastico 08. Si finisce il 10 giugno. Ma il 16 iniziano gli esami di maturità e prima ancora quelli di terza media. Circolare direzione regionale. Scrutini dopo il 10. Ma come si fa a valutare ad es. 2000 ragazzi in 2 - 3 giorni? Il 14 è sabato e bisogna pubblicare. Caos nelle scuole: Ci si arrangi con la solita fantasia e speriamo nello stellone!!! Calendario scolastico 09. Idem. Il Consiglio reg. Ha deliberato. Ma noi del PD che ci stiamo a fare se non ci chiedono neanche il parere su queste piccole grandi cose? Ma non è questo il legame con il territorio? 24) 9.6.2008 - Inserito da guglielmo.minervini Questo dibattito è la dimostrazione delle energie, delle idee, della voglia di prendere attivamente parte alla costruzione di una politica partecipata. Questo dibattito è la dimostrazione che c'è un PD che ancora non c'è ma vuole esserci. Eppure non spira un gran bel clima: persino a livello nazionale il dibattito ormai si svolge sulle stesse preoccupazioni. Allora, non ci resta che incontrarci, prima o poi. Per proseguire e vedere che fare insieme. Che ne dite? Guglielmo 25) 9.6.2008 - Inserito da mike.dicarlo Si, è proprio il caso di incontrarci! Perché, altrimenti, il rischio è che ognuno vada per una strada diversa. A presto allora! Michele Eugenio Di Carlo 26) 9.6.2008 - Inserito da mariobosco2004 Letto in una lista di docenti a proposito di Nord e sud. Chi scrive è un nordista un pò razzista ma non troppo. Ometto le cose insensate e virgoletto il resto. Ci sono spunti per arrabbiarsi e spunti per discutere ma credo che comunque bisogna riflettere. "Cercherò di definire le differenze di mentalità e di comportamento tra Nord e Sud con alcuni micro esempi situazionali derivanti dalla mia ed altrui esperienza, ma facilmente estendibili a situazioni più importanti e decisive; non so se sarò in grado di soddisfarti pienamente, ma farò il possibile, ovviamente con tutte le generalizzazioni e le approssimazioni inevitabili: Per semplificare la scrittura: A = persona italiana di origini meridionali, B = persona italiana di altre origini. Situazione 1) Evento meteorologico avverso o a catastrofe di varia natura: - A urla si lamenta, impreca ed inveisce contro qualcuno o qualcosa (lo Stato specialmente) ed aspetta che la situazione gliela risolvano gli altri; non collabora con A' ed A' non collabora A, se arrivano gli aiuti cerca di accaparrarsi il più possibile ed eventualmente di guadagnarci, fregandosene degli altri. - B parla poco, soffre in silenzio e quasi si vergogna di quello che gli è capitato, ma inizia subito a lavorare e piano piano rimedia la situazione; B collabora con B', e B' collabora con B, se arrivano gli aiuti B pensa di organizzare subito la distribuzione, si stabiliscono regole, turni e priorità che tutti rispettano Situazione 2) Improvviso benessere economico: - A compra subito la macchinona, vestiti firmati, spende e spande magari facendo anche i debiti e pensando che la cuccagna duri all'infinito, si vanta con vicini e parenti, ma dopo poco tempo è sul lastrico. - B pensa a come investire i soldi, spende qualcosa per la casa e la sua manutenzione, continua con la vecchia Punto e con i vecchi vestiti, non si vanta con nessuno, ma si gusta in silenzio una maggiore tranquillità. Situazione 3) Nomina a posto di responsabilità: - A diventa prepotente ed arrogante pretendendo che gli altri siano al suo servizio, favorisce spudoratamente gli amici ed i parenti in barba alle leggi ed alle regole, approfitta del potere per trarne vantaggi, il rispetto della legge può essere un optional, tende a crearsi una cricca di conniventi, svolge i doveri d'ufficio come se fossero grazie da lui concesse e non un suo precipuo obbligo, nei peggiori dei casi può pretendere la tangente o un altro favore. - B diventa preoccupato, aumenta le ore di lavoro e si impegna per migliorare la situazione, considera lui stesso al servizio degli altri e non viceversa, cerca di osservare scrupolosamente le leggi e di essere il più corretto e giusto possibile, aborrisce all'idea di tangenti e/o favori. Situazione 4) Testimonianza in incidente stradale o sparatoria o lite - A dichiara di non aver visto nulla e nessuno: non vuole grane e non vuole andare a testimoniare, non collabora con Vigili, Polizia e Carabinieri. - B descrive affannato e preoccupato tutto quello che ha visto, è felice di aiutare le forze dell'ordine e andrà a testimoniare senza problemi. Situazione 5) Esame o concorso da superare - A cerca come farsi raccomandare, agli scritti copia e all'orale cerca di arrampicarsi sugli specchi, ma si capisce che non ha studiato. - B studia, ricerca ed approfondisce, supera lo scritto senza copiare, passa l'orale, ma non come meriterebbe perché non sa valorizzarsi pur avendo studiato molto. Situazione 6) Insegnante o dipendente statale - A conosce tutti i modi, le leggi e le leggine per stare il più possibile a casa, è di salute cagionevole e molto spesso in mutua, si ruffiana il superiore per avere vantaggi in termini di orario o altro. - B non approfitta di tutti i benefits di cui potrebbe approfittare, è di buona salute e raramente in mutua, non ci pensa a ruffianarsi il capo per ottenere vantaggi. E qui mi fermo, ma potrei continuare con il tema rifiuti e pulizia di strade, porti ed aeroporti, e loro inefficienza; con il tema università e preparazione degli studenti. 27) 9.6.2008 - Inserito da mike.dicarlo Il futuro del PD a Vieste ci convince ancora? A fine luglio 2007, Guglielmo Minervini pubblicava sulla stampa e in internet il documento "Il futuro ci convince", condiviso da rappresentanti diversi della società civile e della politica pugliese, partendo dal bisogno e dalla necessità di offrire un contributo partecipato alla nascita del Partito Democratico, aprendo al contributo di soggetti che guardavano idealmente alla politica in modo programmatico. Gran parte della Margherita del Gargano Nord e parte di quella di Vieste aderiva a questo documento con la speranza di rinnovare la politica, convinti di sperimentare forme nuove di partecipazione in grado di mettere al centro le persone, il loro valore, la loro domanda di senso. Il documento affermava con forza che.."il Partito Democratico ha un senso se libera le energie bloccate, soprattutto quelle dei giovani, se sprigiona le idee, le speranze, le passioni perché diventino una forza che incide nei cambiamenti. Anche qui in Puglia il cambiamento deve riguardare il metodo. Il Partito democratico deve nascere da una discussione pubblica, e quindi condivisa, piuttosto che dalla vecchia pratica oligarchica delle deleghe dall'alto .. " Per realizzare il nuovo PD occorreva innalzare una barriera insormontabile tra chi tiene fermo lo sguardo sui problemi e sulle soluzioni da chi utilizza i problemi per giocare partite personali e di potere, occorreva disegnare un piano di azione condiviso verso cui muovere e unificare le diverse anime e culture, occorreva sconfiggere l'idea di una politica che governa dall'alto, fatta di gerarchie auto referenti e feudali, di apparati che privano i cittadini del giusto e necessario protagonismo per non essere semplici spettatori di un film già visto. Ci siamo riusciti? A Vieste, sicuramente no! A sette mesi dalle primarie di ottobre è tempo di bilanci! Il partito nato per includere le diverse anime ha escluso e diviso, i giovani che dovevano rappresentare il rinnovo della classe dirigente sono già vecchi, non hanno saputo o voluto muovere le passioni, svegliare le coscienze, fare sognare una città diversa da quella governata da sempre dal centro-destra. Il partito ha generato sfiducia, malessere, distacco, qualunquismo. Non abbiamo segnato la differenza dai nostri avversari, anzi rischiamo di usare la politica come loro. La gente ci giudica, giustamente, come una casta che difende i propri privilegi. Abbiamo sonoramente perso le elezioni provinciali, non perché il candidato non fosse valido, ma perché abbiamo prodotto una nuova classe dirigente virtuale, non rappresentativa di tutto il PD e di gran parte del centro-sinistra, in un nuovo partito già nato vecchio, segnato da contrapposizioni, da scontri, da logiche di potere piuttosto che da slanci ideali sulle reali questioni tematiche. Finora, tra personalismi e verticismi, abbiamo prodotto un partito senza politica, alle primarie abbiamo promesso una svolta nei metodi e non l'abbiamo realizzata, alle vecchie oligarchie se ne sono aggiunte di nuove. Ora basta! Che ognuno assuma la propria responsabilità rispetto ad un impegno politico autentico e vero! Il futuro del centro-sinistra a Vieste, ma anche a Foggia e a Bari, ci impone di non sprecare la riflessione che la sconfitta elettorale ci offre. Che il PD a Vieste diventi un partito di cittadini attivi, una comunità di cervelli, di idee, di progetti, che si ritorni a parlare di diritti, di salute pubblica, di sicurezza, di beni ambientali e culturali, di futuro per i giovani, di nuove e migliori prospettive economiche, sociali e culturali per la città. Solo così, e non altrimenti, il futuro del PD a Vieste potrà ancora continuare a convincere. 28) 11.6.2008 - Inserito da cbottal L'opportunità d'incontrarsi per riflettere e ragionare insieme è di per sè un momento esaltante che può servire per riempire finalmente di contenuti il PD ma soprattutto è utile a far crescere le coscienze di ognuno di noi. Un caro saluto, Cosimo Bottalico 29) 17.6.2008 - Inserito da grazia.solazzo Mi pare necessario davvero incontrarsi ed incontrare. Lo scoraggiamento è troppo ma resta sempre dentro la voglia di offrire a chi ci sta vicino, a noi stessi, ai figli e all'uomo in genere, la possibilità di poter vivere secondo uno stile differente. Uno stile di vita che non moderi i nostri sogni, che non infanghi i diritti naturali quali salute, istruzione, giustizia e lavoro, rendendoli merce di scambio. Io penso che basta poco per scuotere le persone, per ricordare loro quanto si è combattuto, sofferto e perso la vita in passato per i diritti che oggi vengono calpestati da una classe politica che di "politico" non possiede più nulla. Io penso che potremmo farcela ma .... si, c'è un ostacolo enorme: il nostro PD rimane ancora una piramide con la punta rivolta verso il cielo e finchè le decisioni importanti verrano determinate da "loro", ogni sforzo di noi semplici cittadini, simpatizzanti, iscritti varrà zero, zero spaccato o addirittura meno 1!!! Per opporsi abbiamo bisogno di trascinatori "referenziati" che siano considerati seriamente nella scaletta gerarchica che abbiamo conservato nonostante tutti i discorsi sulla partecipazione democratica. Mi scuso se intervengo spesso in questo luogo. Non ho manie di protagonismo e tantomeno ambizioni politiche. Ho solo una gran voglia di cambiare positivamente il mio Paese perchè ci sono troppe ingiustizie che un popolo civile e con la nostra storia mai dovrebbe consentire. Principalmente voglio proteggere mio figlio, voglio per lui un futuro in cui debba combattere solo attraverso i meriti e le competenze. Spero che il PD consenta questo, altrimenti tenterò un'altra strada. Buona vita a tutti e aspetto presto novità. Grazia 30) 18.6.2008 - Inserito da guglielmo.minervini Hai ragione Grazia: il PD ha ancora la forma della piramide. Non riesce proprio ad assumere la forma della rete di persone che si attivano su sfide che abbiano un senso. Secondo me non ci siamo ancora sbarazzati dal passato, il PD nuovo non è ancora nato. Forse dobbiamo smettere di evocare questo vuoto, dobbiamo rimboccarci le maniche e provare a sperimentare qualcosa che vada nella direzione giusta. Hai ragione: è tempo di incontrarci. Dobbiamo pensarci sul serio. Se ce la facciamo prima dell'estate o al massimo subito dopo. Guglielmo Minervini 31) 18.6.2008 - Inserito da grazia.solazzo Il tempo si è ristretto assessore. Occorre agire presto. Intanto io stasera vado ad una riunione del coordinamento cittadino. Ci vado cercando di non farmi demoralizzare e nel tentativo di chiedere che l'unica priorità non sia la scelta del sindaco per la prossima tornata elettorale. Spero passi il consiglio che i contenuti e gli impegni da assumere siano prevalenti rispetto al ns prossimo candidato. Più di qualcuno sostiene che prima occorre individuare la figura e poi partire con programmi e progettazione ... mah, secondo me, dovremmo chiarire prima e manifestare pubblicamente gli impegni che ci assumiamo con la città e poi trovare la candidatura che si adegui ai nostri ideali e all'idea della buona amministrazione che dovrà risolvere il dissesto in cui vive la cittadina. Sperando che i miei 42 compagni di avventura questi ideali li abbiamo davvero, mi auguro buon lavoro da sola. (: 32) 21.6.2008 - Inserito da mike.dicarlo Grazia, il tuo commento (n.29) è stato importante: Condivido le tue sensazioni, le tue emozioni, il tuo pensiero politico e culturale. Continua a scrivere! Michele Eugenio Di Carlo 33) 21.6.2008 - Inserito da mariobosco2004 piccole cose. Il governo in carica si vanta di aver approvato non so quali importanti provvedimenti in 9 minuti. Dobbiamo arrivare a 9 secondi? Non è una gara che mi interessa. Il governo Prodi impiegava ore ed ore, a volte settimane o mesi per decidere/non decidere perchè poi c'era qualcuno con potere di ricatto che rimetteva tutto in discussione. Personalmente preferisco la mediazione, anche defatigante al decisionismo immediato. In democrazia il processo decisionale è difficile a volte sofferto, ma coinvolge i partecipanti. In dittatura il processo decisionale è molto più semplice e basato su rapporti di forza in genere cristallizzati. Gli italiani sembra abbiano scelto la dittatura e tra l'altro è quello che si sente nelle strade. Credo sia tempo di iniziare a parlare di cose serie per non fare la fine del classico concertino musicale sul Titanic. PD non PD, forse PD. Io sono più PD di te, ecc. Non è che alla fine ..... Forse è veramente urgente incontrarsi. Tira una pessima aria. 34) 8.7.2008 - Inserito da grazia.solazzo Gaglione andato; commissariamento; decisioni importanti da prendere ma non penso di avere voce in capitolo quando invece vorrei solo si smettesse di spartire. Mi si dice di fare critica all'interno, di non esternare tutti questi miei dubbi e tutta la sfiducia ma io invece credo che occorre il coraggio di dire che il rinnovamento è essenziale e che i "brutti figuri" devono lasciare spazio. Nulla di personale, neanche conosco la maggior parte di loro. Ancora non capisco chi le prende queste decisioni, visto che avremmo dovuto essere tutti noi la massima rappresentanza del "nuovo". Ok, non siamo pronti per questo ma chi è al vertice badi bene a non sbagliare perchè il fuggi fuggi è cominciato. Io rimango ancora un pò, aspetto. Voglio continuare a crederci! Grazia Scrivi Il blogcommento sarà pubblicato dopo la valutazione della redazione (solo per gli iscritti alla newsletter del sito www.guglielmominervini.it). Invia ad un amico (*) campi obbligatori |
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