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Commenti 1) 8.4.2008 - Inserito da info Ciao Tonia, condivido molto quello che tu dici. Per un partito nato dopo la fine delle ideologie diventa fondamentale definire cosa tiene insieme, giorno dopo giorno, le persone in un’avventura comune. E cosa può svolgere una funzione di collante se non le idee? L’unico altro collante che ho conosciuto in politica, spesso il più praticato qui al sud, è il legame che deriva dal vincolo di clientela. Le idee sprigionano una forza aggregativa potente…quando ci sono. Le idee mobilitano energie, passioni, intelligenze. Le idee suscitano altre idee. Il PD è nato con una vocazione che non è ancora riuscito a realizzare: svolgere un’idea positiva di futuro, guardare alle trasformazioni che stanno avvenendo non con la paura ma con la fiducia. Per assumere questo ruolo – hai ragione tu – occorre un’idea sul presente e, dunque, un’idea di futuro. Ma le idee nascono se si ha il coraggio di esplicitare il valore che si riconosce alle cose. Se si riconosce un valore alle regole, alla solidarietà, alla giustizia non solo formale ma anche sociale, alla sensibilità ambientale, allora nasce una certa idea di futuro. Su tutto questo ci sarebbe bisogno di provocare un confronto di spessore, denso che sia in grado di toccare i nodi irrisolti con i quali stiamo facendo i conti. Un solo esempio, per intenderci: siamo entrati in una congiuntura di crisi acuta. Siamo appena all’inizio. Responsabile, per unanime ammissione, l’aumento del prezzo del petrolio. Nessuno dice, nemmeno nella politica, che questa crisi è strutturale, che il petrolio sta finendo, che le risorse naturali non sono illimitate ma limitate. Nessuno ha il coraggio di intuire che stiamo entrando in una società radicalmente diversa da quella attuale, una società più sobria, che ritrovi la misura del limite. La politica ha perso il coraggio con cui trent’anni fa Berlinguer introdusse la provocazione dell’austerità nel linguaggio della cronaca. La politica ha paura a uscire dall’orizzonte del benessere come consumo illimitato di merci mentre la realtà ci sta già portando oltre. La diversità del PD comincia con un essenziale gesto di coraggio. Di tutto questo ci sarebbe bisogno di parlare e, invece, si discute di impronte digitali ai rom, di eserciti per le strade delle città, di salvaprocessi, ecc. Lascerei andare Berlusconi da solo all’urto con una realtà travolgente: si rovinerà. Utilizzerei questo tempo per raccontare che mondo può uscire da questo travaglio se cambiamo atteggiamento. Servono i politici lungimiranti, servono coscienze appassionate, servono cittadini attivi. Un abbraccio Guglielmo 2) 8.5.2008 - Inserito da mtdaniele buongiorno a tutti. ho l'impressione che la riflessione di molti sia sul piano di genere. Mi riferisco anche alla riflessione accorata e sentita di Tonia. La nostra società denudata dei valori sostanziali, oggi naviga sulla scia dei sentimenti forti procurataci dalla cronaca e dalla propaganda di regime. Si parla di inchieste giudiziarie, di giudici e magistrati ma mai della ragione del contendere. Per cui se viene aperta una indagine su massonerie, poteri deviati, signoraggio monetario, concussioni malavitose e affaristiche, l'attenzione è presto deviata sul diritto di attribuzione, sulla sede di competenza, sulla persecuzione giudiziaria. E noi lì a riflettere su diritti, persone, cultura, ambiente, legalità. A pensarci bene non dovremmo nemmeno noi pensare a questo. Anzi dovremmo prendere questi rappresentanti del popolo per il bavero e dirgli: "amico forse non hai capito che stai lì per tutelare il bene comune e fare buon governo". Ti dirò di più: che "se ti occupassi anche di dare il tuo meglio per accrescere il livello di informazione, di regole di convivenza, di bellezza e vivere bene, potremmo anche essertene riconoscente....". Invece finiamo per accettare le loro regole di autorappresentanza del potere e del servilismo alla casta. Sono letteralmente stufo di tutto. Ci vorrebbe una rivoluzione su idee chiare e condivise. A questo punto sarei anche favorevole a discutere di qualunche forma di cambiamento radicale che mantenga la libertà degli individui e della persona da questi mascalzoni, senza guardare in faccia a nessuno. Già, perchè chi è con noi, lasci subito l'incarico pubblico per non essere ingiustamente impallinato. L'ira di Dio si scatenerà contro di loro come non si è mai visto. Scipione 3) 8.5.2008 - Inserito da g.timeo Caro Guglielmo mi accodo alla tua risposta alla signora Tonia per tentare di dare un contributo al dibattito. Mi iscrissi al Partito Comunista Italiano nel 1971 appena entrato in fabbrica per lavoro e comunista e anticapitalista sono rimasto anche oggi che ho 60anni.In quegli giovanili non condivisi mai convintamente il legame "fraterno" che legò il Partito a Mosca. I nostri dirigenti dell'epoca, alcuni ancora viventi, non potevano non conoscere la realtà fallimentare del socialismo reale dato che assiduamente frequentavano il Cremlino e i massimi dirigenti sovietici. Oggi capisco. La realtà della Guerra Fredda imponeva la scelta di campo e a noi semplici iscritti venivano raccontate bugie sulle pagine dell'Unità circa i successi del socialismo realizzato. Ritengo di essere stato preso in giro,ritengo che sia stata carpita la buona fede di milioni di iscritti, simpatizzanti e votanti. Tuttavia non ho mai pensato di spostare le mie simpatie politiche rimanendo convinto della necessità di superare il Capitalismo, autentico cancro per l'umanità. Non mi piace il PD perchè,secondo me,è incapace di condurre seriamente la necessaria lotta sociale per cambiare i rapporti di forza tutti fondati sull'arroganza del Capitalismo. Non nutro speranza alcuna di vedere migliorata la situazione, nè la mia personale nè quella degli altri.Mi accorgo con angoscia che da parte della sinistra non vi è ombra di idee circa la soluzione dei gravi problemi che attanagliano le fasce più deboli. Cosa si dice,per esempio,del problema casa? E' mai possibile che un bene primario debba costare tanto? Chi determina i prezzi di mercato delle case se non i grandi proprietari costringendo un poveraccio come me a passare una vita a pagare il mutuo che peraltro aumenta continuamente grazie all'aumento del costo del denaro,aumento,dicono, necessario per combattere l'inflazione! Ma chi crea artificiosamente l'inflazione? Non certo gli operai, i precari e tutti gli altri poveri cristi! Ancora, perchè il PD non parla chiaramente della necessità del nucleare anche nel nostro Paese? E sulla Giustizia perchè non si avverte la necessità di spiegare alla gente l'abominevole scelta del Governo Berlusconi di introdurre la non processabilità per le quattro più alte cariche dello Stato? Forse si ritiene che altri siano i problemi della Giustizia in Italia? Sono d'accordo ma si deve anche avvertire la necessità di una campagna etica moralizzatrice. Ricordo Berlinguer... Ciao, ti saluto fraternamente. Giovanni Timeo 4) 8.5.2008 - Inserito da grazia.solazzo Apre i battenti la scuola estiva del PD: dall'11 al 14 settembre l'evento formativo-programmatico potrebbe coinvolgere molti di noi. Io per ora ne ho letto solo sull'Unità e, nonostante la mia partecipazione attiva, dal Coordinamento non ne ho avuto notizia. Francamente non so se riporre fiducia nell'evento. Forse l'insicurezza è dettata dal mio mancato senso di appartenenza al PD (non ci riesco proprio ... ahimè) che mi vede orfana e sola assieme ad altri orfani e soli come me. Rifletto e penso che potrebbe essere un punto di partenza. Potrebbe riempire la vacanza ideale ... Ripenso e critico: ancora una volta è un evento per pochi e per i soliti partecipanti. Lo so, è aperto anche le singole partecipazioni e non solo ai dirigenti di partito e per i giovani la quota di partecipazione è dimezzata, ma io dubito che un giovane o un semplice lavoratore da 1000 euro scelga di investire nell'evento metà del suo stipendio mensile. Forse son troppo pignola io ... mah!!! Secondo me, dato il luogo, avrebbero potuto organizzarlo in un grande campeggio, consentendo ai più poveri l'arricchimento formativo che poi rappresenta uno degli obiettivi del PD. L'idea del campeggio, magari secondo lo stile SCOUT, potrebbero prenderla veramente in considerazione ... io sicuro vi parteciperei e non ho 20 anni ... E' un'idea Tonia, piccola piccola e che parte dal basso e che coinvolgerebbe molta più gente. Io coinvolgerei anche l'AGESCI che da sempre pratica (e non blatera) i temi dell'essenzialità, del rispetto dell'ambiente etc etc. Piccole idee, piccolissime, sempre dal basso e forse da scartare. Da scartare attraverso il dibattito, in confronto. Da scartare in un luogo che non sia il blog del ns assessore che cerca di fare del suo meglio (e lo fa) ma che non riesce a giungere ovunque. In maniera egocentrica, penso che ho bisogno di entusiasmo e di "vicinanze" per impegnarmi ancor di più e credo che il mio entusiasmo ne genererà altro. Ed ha ragione Daniele: occorre agire, strattonare chi si comporta male. Chiarirci le idee e decidere che, anche all'interno del partito, occorre il coraggio e la fermezza di non lasciarsi fuorviare e puntare solo agli obiettivi principali. Buona vita a tutti. Grazia 5) 8.6.2008 - Inserito da natairo Cercavo un momento di riflessione comune. Credo che il PD sia una rivoluzione promessa , il bisogno espresso da molti di creare e radicare una nuova cultura politica partendo dalla disponibilità ad avvicinarsi ad un pensiero altrui e di profittarne per una possibile opportunità di conoscenza confronto e dialogo. Oggi assistiamo impotenti ad una direzione di partito in tutt'altre faccende affaccendata, gli eletti sono impegnati in nuovi processi organizzativi diretti a garantire la loro sopravvivenza politica , i processi culturali costuiscono momenti di aggregazione per un gruppo da guidare e capeggiare, mistificazione per nuovi ribaltoni sulla scena politica. Ho partecipato alla riunione regionale dei coordinatori dei circoli cittadini del 19 luglio indetta alle ore 15,30. Con quaranta gradi e più sono giunta nel centro di Bari alla ricerca di un incontro che riproponesse con vigore il gusto delle idee, e colmasse quella distanza tra i propositi annunciati dal nuovo partito e la pochezza delle azioni seguite. Mi piaceva pensare che se eravamo li in tanti , in quell'ora del pomeriggio questo accadeva perchè in tanti volevamo ancora crederci. Il risultato è andato oltre ogni catastrofica aspettativa. Tanta gente nuova e di buona volontà allo sbaraglio, disorientata, che chiedeva coerenza, presenza, che porgeva con incredibile umiltà le richieste avanzate dalla comunità in cui operava denunciando l'indifferenza degli uomini del partito . Questi interventi non hanno generato nessuna pur minima reazione ma solo un grazie per essere intervenuti e particolari raccomandazioni per la promozione del tesseramento al partito. Rispetto alla riflessione della sig.ra Tonia, rispetto al prezioso agire dell'assessore Minervini, non posso che registrare l'ulteriore distanza che oggi viviamo tra di noi all'interno del partito. Molti dei costituenti, dei fondatori del partito, degli eletti, sono la gente, la società, i precari, i giovani , gli anziani,i professionisti con il loro bagaglio di sopravvivenza e la voglia di ritrovare il gusto di associarsi e di agire insieme, di assumere quel ruolo di condivisione del proprio e dell’altrui disagio per analizzare, capire, ricercare insieme la possibile soluzione. Ma questo sentire appartiene davvero ai nostri politici? Si può sperare in un’azione politica imperniata sui problemi della gente , praticata con questi metodi di costruzione di un habitat, di un contesto in cui possa essere almeno compresa un’azione politica riformista ed illuminata? Se è vero che viviamo tempi culturalmente orientati verso la celebrazione del proprio individualismo ed il consumismo frenato, non solo quello dei beni ma anche delle emozioni e dei sentimenti, della coscienza e conoscenza per cui si passa ad altro senza avere neppure percepito quello che ci è davanti, è pur vero che questo sentire appartiene anche al nostro partito, con l'ulteriore attuale frattura fra i protagonisti politici ed un popolo dei fondatori che difficilmente costituirà la base del nuovo partito. Quel sistema di regole delineato nello statuto e nel codice etico non è solo un compendio di norme diretto ad organizzare il partito, è soprattutto un sistema di regole posto a protezione di un sistema di valori che si vuole trovino ingresso e vita nel partito politico. Ma allo stato tutto questo dov’è? Uscendo dalle sale del convegno quel 19 luglio ho registrato una solitudine ancora più frustrante ma nello stesso tempo la voglia di diffondere di ricercare di cercarvi per arginare un sistema che segnerà a breve la sua sconfitta ennesima al di là delle parate organizzate da vecchie oligarchie dei partiti di provenienza ben radicate sul territorio ma riportabili a pochi. Ripartiamo si dalle persone e dalla cultura ponendo queste priorità però al centro dell’azione del partito e non solo del nostro agire ed opponiamo una operativa libertà del dissenso. Non chiedendo conto a chi è in alto il nostro pensiero è solo uno sterile esercizio ed un ricamo di idee . Natalia 6) 8.6.2008 - Inserito da s.centonze In un'epoca dominata dall'inflazione dilagante e dalla recessione dell'economia capitalista, la Cultura appare l'unica via d'uscita. Cultura intesa come bene primario inesauribile, come energia rinnovabile, risorsa gratuita, ma da allevare e coltivare. Cultura intesa come fondamento di un nuovo sistema economico-sociale che va a sostituire il precedente, che va ormai esaurendosi assieme al petrolio e le relative emissioni di gas inquinanti. Cultura intesa come persone che collaborano a distanza grazie al TeleLavoro e alle reti telematiche, in un modo ecosostenibile, ottimizzando tempi e costi di gestione, aumentando la sicurezza sul Lavoro, migliorando la qualità socio-ambientale della vita. La Cultura che promuove il Software Libero e incoraggia la collaborazione partecipativa e al tempo stesso promuove una maggiore personalizzazione del prodotto, che sulle licenze dei programmi può far risparmiare milioni da spendere in Risorse Umane e Cultura. La Cultura che vede nei Social Network e nei Social Forum un laboratorio di formazione sul campo, creatività collettiva e produttività innovativa. Cultura intesa come anelito verso un mondo migliore, fatto di persone che credono che il bello deve ancora venire, perché dopo l'inverno arriva sempre la primavera e poi l'estate. Buone vacanze, Sal 7) 8.7.2008 - Inserito da Guglielmo.minervini Grazia e Natalia ricordano che la politica è anche tensione e lotta per il cambiamento. Questo PD, forse, ha bisogno di affrontare conflitti veri per crescere: come si costruisce un partito dei cittadini e non del ceto politico (lo ricorda Roberto), come si costruisce una comunicazione non imbalsamata, di apparato ma dinamica e innovativa (lo suggerisce Salvatore), quali risposte forti si elaborano rispetto alla profonda crisi strutturale nella quale siao già entrati (lo chiede Timeo). Quelli che avete citato sono nodi irrisolti. Affrontarli significa generare una visione che accomuna e tiene insieme. In fondo fare politica non è altro che elaborare risposte comuni alle sfide comuni. Ora stiamo comprendendo che l'idea del vecchio adagio ecologista "in natura non si danno pasti gratis", vale anche per la politica. I cambiamento veri sono quelli che si conquistano. E' lo sforzo che ci attende in autunno, cambiare questo PD. Guglielmo 8) 5.8.2008 - Inserito da robertocramarossa Caro Guglielmo, apprezzo il tuo desiderio di comunicare anche in questi giorni di canicola,e perchè, dici giustamente, le idee non si devono fermare mai. Mi pemetto di inserirmi anch'io nel dibattito acceso dalla signora Tonia. Nutrivo grande speranza nel Partito Democratico, che doveva essere un "partito nuovo", nel senso di "finalmente diverso", e non un nuovo partito, cioè un partito in più! Ma dove è stata la novità? Io non l'ho vista proprio! Continuano le solite beghe, le divisioni, le auto-celebrazioni, le accuse anche feroci, e quasi mai un po' di umiltà, un po' di "mea culpa"! Guglielmo, tu parli di austerità, di apprezzamento per come questa veniva percepita da Berlinguer; ed allora, permettimi questa considerazione, che sarà anche demagogica e qualunquistica. Secondo me, chi fa politica oggi, a tutti i livelli, guadagna troppo. Se non si guadagnasse tanto non ci sarebbe la corsa sfrenata ad accapparrarsi un posto al sole. Perchè il Partito Democratico, dimostrando davvaro di avere coraggio, non si fa promotore, chessò, di un referendum affinchè siano dimezzati (o anche più che dimezzati!) i lauti stipendi che tutti i politici percepiscono? Vorrei vedere quanti di quelli che attualmente fanno politica rimarrebbero al loro posto sapendo che non avrebbero più da guadagnare tanto! E così sì che chi si accosta alla politica sarebbe in grado di capire di più i bisogni della gente comune, e sarebbe più credibile. Non ritieni che sia il caso di dare un esempio concreto di credibilità, più che parlare, parlare, usare belle parole, ma poi alla fine renderci conto che i nostri parlamentari nazionali, per lo più, sono solo attaccati alla loro poltrona,ai loro lauti stipendi, e ai loro interessi personali? Scusamo lo sfogo, ma non vedo soluzione, nè tanto meno credibilità in tanta gente che ci rappresenta. Cordialmente Roberto Cramarossa - Modugno 9) 10.8.2008 - Inserito da timeo Il PD semplicemente non esiste. Esiste solo come espressione numerica presente in Parlamento e impotente a contrastare un diffuso sentimento di antipolitica purtroppo presente nel Paese e abilmente sfruttato da coloro che dovrebbero essere i nostri nemici di classe, e non mi riferisco solo alla classe operaia ormai morta e sepolta ma a tutta quella medianità di lavoratori a cui è sta tolta la speranza di una vita migliore e più dignitosa. Assurdamente,invece,è stata addirittura proposta la collaborazione per raddrizzare le sorti dell'Italia! Ma via! Dica piuttosto il PD cosa finalmente propone contro e verso coloro cui è stato offerto il Governo del Paese probabilmente perchè non si aveva il coraggio di prendere decisioni coraggiose... Giovanni Timeo. 10) 8.9.2008 - Inserito da s.centonze Buio mondiale: il 17 Settembre, 2008 a partire delle ore 21.50 a le 22.00. La proposta è spengere tutte le luci e se possibile tutti gli apparecchi elettronici affinchè il nostro pianeta possa respirare. Se a rispondere a questa iniziativa seremo in tanti la quantità di energia risparmiata in soli 10 minuti sarà moltissima. Solo 10 minuti e vedremo che succederà. Si potrà accendere una candela e semplicemente osservarla e mentre noi staremo respirando il nostro pianeta anche. L'unione fa la forza e Internet ha un potere molto grande. 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