mercoledi 11 febbraio 2009
il silenzio dinanzi allo scempio



Carissimi,

a tutti quelli che in questi giorni hanno scelto il silenzio dinanzi allo scempio, una riflessione di don Angelo Casati, giunta nella mia posta elettronica attraverso e dopo diversi Fw . La condivido con voi... scegliendo il silenzio.

Guglielmo

9 febbraio ore 18

Che cos'è questa apparente contraddizione che mi segna dolorosamente da giorni? Da un lato una repulsione, un disgusto per le parole che senza il minimo pudore, spudorate, stanno violando il mistero che avvolge la vita di Eluana. Repulsione, disgusto per le parole e bisogno incontenibile di silenzio. Ho letto nella Bibbia ciò che è bene. Ho letto: "É bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore". Poi ho visto credenti non aspettare in silenzio. Loro non aspettano. Loro non hanno niente da aspettare. Loro sanno. Bisogno incontenibile di silenzio e paradossalmente bisogno di parole che abbiano il sapore buono del pane, da spartire con gli amici. Con gli amici e con la cerchia sconfinata di coloro che ancora aspettano la salvezza: non l'hanno imprigionata nei loro fantasmi, dando ad essi il nome di verità. Piccola sorella verità, piccola mia sorella, dissacrata come Eluana. Bisogno dunque di altre parole, di parole impastate paradossalmente di silenzio, il silenzio del confidarsi. Da povero uomo come sono, da povero cristiano in avventura, dentro l'avventura della vita, mi sono dato un punto di discernimento. Discutibile fin che vuoi, ma in qualche misura, penso, efficace. Non dico "infallibile", ma "efficace". Mi sono detto: "quando parlano, osservali, capirai dalla loro voce, capirai dai loro occhi, capirai. Capirai dove vanno i pensieri che li muovono. Dal tono della loro voce, dalla piega dei loro occhi, capirai ciò che veramente sta loro a cuore". Ti dirò di più: anche le pagine scritte, se le ascolti svelano la voce e gli occhi. Li ho sorpresi in alcuni scritti in questi giorni. Ma se non trovi pietà, un'umana pietà, né nella voce né negli occhi, non indugiare, cerca altrove. Mi sono guardato intorno in questi giorni e mi sono ricordato di Gesù, vangelo di Giovanni. Era il giorno in cui aveva rischiato le pietre, le aveva rischiate, dentro lo spazio sacro del tempio, le aveva rischiate dagli uomini della religione, quelli che la fede l'avviliscono al rango grigio di un prontuario di norme. "Uscì dal tempio" è scritto, quasi a dire che quando la religione subisce un tale avvilimento, devi uscire. Cercare altrove. E il racconto, il racconto della vita, continua per le strade: "e mentre passava, vide un uomo cieco dalla nascita. E i suoi discepoli lo interrogarono dicendo: Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché nascesse cieco?" (Gv 9,1-2). Il verbo "vedere" è al singolare. Giusto il singolare! Gesù lo vede. Non ditemi che i discepoli lo "videro". Quel povero cieco per loro era un caso, un caso su cui discutere. Nessuno di loro a misurare quel dolore degli occhi spenti, un dolore che aveva il tempo di una vita: dalla nascita. E lui Gesù, infastidito dalle discussioni teologiche, in cui Dio è assente, perché Dio o è il Dio della compassione o non è! Loro discutevano il caso. Lui guardava il cieco con compassione, quella che ti prende per fremito alle viscere. Ti dirò che ho sentito in questi giorni uomini politici e uomini di chiesa parlare come quei discepoli: Eluana per loro è un caso, una bandiera senz'anima, senza più colori. Guardali, ascoltali: parlano con gli occhi asciutti. I teoremi contano più del dolore. Si permettono - e dovremmo tutti insorgere per sacra indignazione - parole oscene, dentro l'abisso del dolore. Parole che feriscono, come lama, il cuore. Parlano senza sapere, senza il vero sapere che o è sposato alla vita, quella reale o non è. O è sposato alla compassione o non è. Parlano da fuori, dai palazzi, come nei giorni di Welby, senza aver visitato, senza essersi seduti ad ascoltare. Non conoscono case, inseguono disegni, i loro, difendono se stessi con la più spudorata delle menzogne. Agitano bandiere, senza colore, perché se una donna o un uomo li defraudi della liberta di decidere, hai tolto tu loro ogni goccia di sangue, ogni colore, hai tolto loro il sangue e il colore della vita. Mi è capitato spesso di chiedermi, in giorni come questi che ci tocca di vivere, se, in assenza di certezze assolute, non dovremmo tutti batterci, come fa con spirito indomito - faccio un nome tra i tanti - un'amica Roberta De Monticelli, perché almeno sia salva quest'ultima e prima istanza, quella della libertà, senza la quale non si è viventi, ma manichini, in mano ai poteri e ai loro disegni, fantasmi e cortigiani del nulla. Ho sentito parole oscene, ma ho anche visto immagini per me, dico per me, oscene. Ho negli occhi da giorni l'immagine di un'autolettiga che esce da una clinica, presa quasi d'assalto, quasi si trattasse di una preda da conquistare. Guardavo gli occhi. Erano induriti dal livore, ho cercato invano segni di una umana pietà. Si mescolano rosari a urla minacciose, una pietà senza pietà e dunque spietata. Non ho visto silenzio di pianto. Ho visto difesa di bandiere. Ho sentito rabbrividendo parole infami, come quelle di chi gridava: "lasciatela a noi" quasi si parlasse di una cosa da tenere, come se Eluana non avesse né padre né madre, come se toccasse ad altri un possesso, per disconoscimento di padre e di madre. Le grida mi parvero per un attimo oscene. Dopo tanti discorsi tesi a rivalutare la famiglia, ora siamo giunti all'esproprio. E, ancora una volta, a chiedermi che cosa sia mai accaduto per renderci maledettamente senza pieta.

9 febbraio, ore 21

 Il conduttore del telegiornale ha dato la notizia: "Eluana è morta". Ho visto una piega di dolore nei suoi occhi... Ha chiuso la trasmissione. Beppino Englaro chiede il silenzio. Il capo dello stato chiede il silenzio. La Bibbia nel libro delle Lamentazioni (3,26) chiede il silenzio: "É bene aspettare in silenzio la salvezza del Signore". Gli occhi sono sul Parlamento, il Senato è in presa diretta. Ha un'occasione di ultima dignità. Che sia nell'orizzonte, invocato da molti, il minuto di silenzio che viene chiesto ai senatori? Non fu vero silenzio. Un'occasione di dignità perduta. Perdonate, ma io non credo al silenzio di chi tace per il breve spazio di un minuto e poi violenta, né credo alla preghiera di chi mormora al suo Dio e immediatamente dopo insulta. É anche vero che non tutti hanno dato questo squallido esempio. Ma rimane lo spettacolo indecoroso. Mi ritiro. Nel silenzio.

 don Angelo Casati - Milano



Postato da Guglielmo Minervini in
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Commenti

1) 12.2.2009 - Inserito da

Ho appena ricevuto la tua newsletter. Non riesco in nessun modo a farmi un quadro completo della vicenda. Mi torna alla mente il pensiero che Eluana era ben viva quando qualcuno ha deciso che potesse morire. Ma è l’unico pensiero certo su cui so soffermarmi. Più ci penso, più sono sicuro che c’è qualcosa che mi sfugge. Una volta tu hai usato un aggettivo per definire qualcosa di cui non si comprendono le forme ed i confini: liquido. Ecco, questa vicenda mi pare liquida e la sensazione più forte è che qualcosa mi sfugge. Mi fa rabbia non riuscire a farmi un’idea. In questi tempi incerti ci si abitua a navigare a vista, ma non si possono guadare ruscelli se non ci sono massi che affiorano: piccole certezze che sostengono un cammino incerto. E penso alla luce. Qualche tempo fa, ci fu un programma che si occupava dei miracoli. L’allora direttore dell’Avvenire raccontò di una indagine fatta su oltre 400 miracoli accertati e riconosciuti. Uno di quelli citati, mi colpì. Un uomo destinato a morte certa per malattia, una mattina si svegliò ed era guarito. Miracolo. Tre mesi dopo moriva sotto un’auto. In tivvù commentarono: Un miracolo “sprecato”? Non sappiamo. Forse i miracoli servono più “agli altri” che a chi li riceve. Credo che la morte di Eluana sia un po’ così. Serve a noi altri più che a lei e Beppino. Quanto mi disturba non avere le idee chiare! Anche la mia è stata una scelta di silenzio e mi auguro che, nel meditare, una ispirazione mi illumini. Ti abbraccio. A presto. Antonio Massari

2) 12.2.2009 - Inserito da fontana.anna39

Ha ragione don Casati " dovremmo tutti insorgere per sacra indignazione" di fronte all'oscenità di parole che ci hanno invaso e violentato in questi giorni. Il silenzio, anch'esso sacro in questi casi, può da solo esprimere tutta la nostra indignazione e può essere compreso e arrivare a coloro che in questi giorni hanno violentato e offeso la libertà e la dignità della famiglia Englaro e la nostra? Recuperiamo la capacità di indignarsi e di trovare le forme più efficaci per far sì che la nostra indignazione arrivi come un urlo

3) 12.2.2009 - Inserito da fontana.anna39

Condivido anch'io la scelta del silenzio che rispetta il dolore; così infatti hanno fatti le nostre ACLI, ascoltando, osservando, riflettendo sulla vicenda di Eluana, che non è un caso, ma è inutile nascondere che ha rappresentato uno spartiacque, se non tra la cultura della vita e della morte come afferma il premier, sicuramente tra la cultura ispirata al laicissimo principio di precauzione e quella della libertà sopra di tutto, anche la stessa vita. Perchè la scienza, bisogna affermarlo con forza, è divisa anche sul fatto se Eluana ha sofferto o meno. Oggi il silenzio, domani l'impegno di ognuno di noi, perchè la politica non lasci più spazi vuoti e non permetta che per l'acquisto di un motorino sia richiesta la forma scritta e per discutere del diritto alla vita (per me comunque intangibile) basti il consenso implicito del diretto interessato ottenuto attraverso testimonianze. Lo scontro politico e i principi costituzionali in gioco, che hanno fatto la parte da leone in questi giorni, francamente sono in subordine. Grazie Gugliemo per aver aperto il dibattito su ciò che c'è di più complesso: la vita! Gianluca Budano PRESIDENTE REGIONALE ACLI PUGLIA

4) 12.2.2009 - Inserito da favalearch

Carissimo, non riesco a chiamarti per nome, perché ti ho conosciuto in veste istituzionale. E' vero, sei stato con noi del Cast anche come amico; e come tale ti scrivo, onorato della tua amicizia che oggi mi arricchisce di questo contributo di Don Casati, profondo, equilibrato, da leggere e rileggere tante volte, da soli, in gruppo, tra amici, come tu ci hai permesso di fare. Ho letto da poco questa bellezza del silenzio, e non riesco veramente a fare alcun commento. E dire che ho la penna e la parola "facile"! Sento solo il profondo desiderio di dirti grazie, Guglielmo Minervini. Salvatore Favale

5) 13.2.2009 - Inserito da s.centonze

"The Sound Of Silence In restless dreams I walked alone, narrow streets of cobblestone 'neath the halo of a streetlamp I turned my collar to the cold and damp when my eyes were stabbed by the flash of a neon light split the night... and touched the sound of silence And in the naked light I saw ten thousand people maybe more people talking without speaking people hearing without listening people writing songs that voices never share noone dare, disturb the sound of silence."  Il Suono del Silenzio In sogni agitati camminavo solo attraverso strade anguste e scivolose nell'alone della luce dei lampioni sollevando il bavero per freddo quando i miei occhi furono colpiti dal flash di un neon che attraversò la notte... e toccò il suono del silenzio E nella luce pura vidi migliaia di persone, o forse più persone che parlavano senza emettere suoni persone che ascoltavano senza udire persone che scrivevano canzoni che voci non avrebbero mai cantato e nessuno osava, disturbare il suono del silenzio

6) 13.2.2009 - Inserito da cinzia-cormio

Sai della mia "non vicinanza" alla Chiesa cattolica, ma accetto molto volentieri questo splendido contributo alla riflessione intima, non gridata; viene da un uomo, evidentemente straordinario. Te ne sono grata. Cinzia

7) 13.2.2009 - Inserito da assunta.desantis

Ti sono molto grata di questa condivisione, che giunge in un momento in cui davvero solo il silenzio sembra poterci difendere; grazie assunta de santis

8) 13.2.2009 - Inserito da mareug

Carissimo GUGLIELMO, innanzitutto un GRAZIE genuino et sentito per la lettera che ieri hai spedito .Infatti, ho letto e riletto la splendida,profonda,condivisibile riflessione di don Angelo Casati e mi sono detto:fortunatamente ci sono ancora teste e cuori pensanti,dopo l'assurdo clamore suscitato dalla vicenda Englaro. Don Angelo(e non molti altri rappresentanti della comunità ecclesiale,in verità) danno senso e valore a ciò che viviamo.Senza anatemi,insulti,grida e soprattutto vengono rispettati,accolti i nomi,i volti ,i vissuti delle persone,in compagnia discreta ,affidabile ,per chi è credente, del benevolo,misericordioso Signore. Se puoi, ti autorizzo a girare questa e-mail a don Angelo ,ringraziandolo ancora per la lezione di equilibrio,di spiritualità incarnata,di fecondo rispetto, di silenzio pieno,di profonda preghiera, in grado di rigenerare ed elaborare nuovi orizzonti. Sia lode ad Eluana e a tutti coloro, naturalmente compresi il padre e la madre ,che danno un significato alla propria vita ,senza imporre nulla,nella consapevolezza dei limiti e delle convinzioni di ognuno. Faremmo tutti bene a non misurare la sofferenza,a non fare graduatorie banali di chi ha ragione e chi ha torto,a non dare giudizi ,a non proclamare condanne definitive. Coloro che difendono i principi e la vita in maniera astratta e disincarnata,dovrebbero fare un esame di coscienza ,quando tutti i giorni , dovunque ci si trova di fronte alle ingiustizie,alle violenze,alle guerre. Glorifichiamo e difendiamo la vita ,senza attribuire condanne che nulla hanno a che fare con la dignità civile e religiosa . Ciao ed abbracci cordiali nonchè profumati Eugenio Scardaccione-(Gegè)-Bari

9) 14.2.2009 - Inserito da guglielmo.minervini

Ci siamo detti molte cose importanti in questo blog.

La più importante è il forte bisogno di riappropriarsi del silenzio.

Il silenzio come unica parola di fronte al mistero della vita e della morte.

Il silenzio come unica parola dinanzi all'indicibile.

Il silenzio che è amore.

C'è una diversa idea di società in tutto questo.

Allora grazie a tutti voi.

Guglielmo


10) 14.2.2009 - Inserito da s.centonze


Come la vera forza sta nella quiete, la verità è nel silenzio. - Maestro Li-Mu-Bai

11) 15.2.2009 - Inserito da s.centonze

Angels - R.Williams

Io mi siedo e aspetto
che un angelo contempli il mio destino
loro conoscono i posti dove andremo
quando saremo saggi e coi capelli grigi
perché mi hanno detto
che la salvezza fa aprire loro le ali
così quando io sono disteso nel mio letto
i pensieri scorrono nella mia testa;
mi sembra che l’amore sia morto,
ed invece io inizio a credere negli angeli.

Quando mi sento debole
il mio dolore viaggia
per una strada a senso unico
io guardo al cielo
so che sarò sempre fortunato con l’amore
E come il sentimento cresce
respira nelle ossa dandomi dei brividi
e quando l’amore sembra morire
io mi innamoro degli angeli invece

E attraverso tutto ciò,
mi offre protezione,
tanto amore e affetto
che io stia bene o male,
e giù per una cascata
in qualunque luogo sia mi prenderà
io so che questa vita non si spezzerà
Quando inizierò a gridare,
non mi abbandonerà
cotrocorrente io credo negli angeli.

Angels - I sit and wait Does an angel contemplate my fate And do they know The places where we go When we're grey and old 'cos I have been told That salvation lets their wings unfold So when I'm lying in my bed Thoughts running through my head And I feel that love is dead I'm loving angels instead And through it all she offers me protection A lot of love and affection Whether I'm right or wrong And down the waterfall Wherever it may take me I know that life won't break me When I come to call she won't forsake me I'm loving angels instead When I'm feeling weak And my pain walks down a one way street I look above And I know I'll always be blessed with love And as the feeling grows She breathes flesh to my bones And when love is dead I'm loving angels instead

12) 19.2.2009 - Inserito da margherita.27

caro Guglielmo, c'è un film che rivedo spesso "le invasioni barbariche" che racchiude il senso della dignità umana secondo me. come dice don angelo c'è bisogno di silenzio, soprattutto coloro quando che parlano sono gli sciacalli che detengono i mezzi di informazione, ovviamente oltre lo scempio del parlamento ecc. comunque i messaggi seri quelli che inducono a riflettere passano ugualmente anche contro questa cortina di ferro ipocrita e perbenista. stamattina, ed è la seconda vota che succede, ho visto in tele una trasmissione su rai 1 ,ovviamente quasi all'alba, perchè la sera c'è quella specie di insetto (...B.Vespa) ad ammorbare le coscienze. Ho visto nn banale rotocalco che va in onda in sostituzione di Uno mattina nei giorni festivi. Orbene, quando ci sono stati quei giorni di notizie sugli stupri targati Romania, hanno passato la notizia di uno stupro commesso dai tanto angelici nostri connazionali, ed oggi hanno intervistato la moglie di un ex sportivo di cui ora purtroppo non ricordo il nome, che era affetto da SLA, il quale per poter morire ha dovuto fare lo sciopero della fame e della sete. E' morto per "disidratazione volontaria" qualche giorno fa. e' sta una intervista molto semplice.... sai siamo su rai 1, ma devo dire splendida. anche semplicemente offrire una prospettiva diversa senza commenti o chiacchiere di esperti ma solo con la voce di chi è direttamente coinvolto serve tantissimo. quest'uomo ha affermato in tutti i modi di voler morire da tempo, attraverso il sintetizzatore vocale,con i movmenti delle ciglia... ecc. alla fine ha dovuto imporre lui ai medici ed anche alla moglie la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione per poter avere un pò di pace. La signora ha testualmente affermato:"parlavo io per mio marito leggevo le sue parole sullo schermo del sintetizzatore. come per Eluana parlava suo padre." Il fatto di cui vergognarsi è l'informazione manipolata che intossica. Di questa persona non se ne parla...e non si parla dei delinquenti italiani... dei mariti che picchiano le mogli... Sempre in quella trasmissione:"un delitto su tre nei confronti delle donne è commesso all'interno delle famiglie"... "una donna su dieci denuncia la violenza familiare". Io non credo che siano tutte mogli o conviventi di rumeni..... a proposito di questo ti comunico anche che c'è stata una manifestazione di protesta ed una nota SCRITTA di rumeni "onesti" nei confronti del governo del loro paese. hanno chiesto che i loro connazionali "disonesti" vengano consegnati in romania, a scontare li le pene inflitte perchè li la giustizia è più sicura, c'è la certezza della pena...hanno affermato che questi "brutti ceffi" vengono in Italia con l'idea che qui si possa farla franca più agevolmente che in romania mentre lì da loro non esistono sconti sulle condanne..... (notiziario di rai radio 2 di ieri) come vedi per fortuna qualche piccola cosa sfugge al controllo mediatico...:-)) per fortuna guardo la televisione solo in orari insoliti e leggo molto poco i giornali. del resto... com'è possibile leggere le 50 o 100 pagine di un QUOTIDIANO in un giorno solo CON TUTTO IL LAVORO CHE SI FA' NONOSTANTE BRUNETTA? ;-) dieci pagine sarebbero giuste da leggere magari alla sera oppure nel primo pomeriggio alla pausa pranzo, oppure al caffè dopo aver lasciato i ragazzi a scuola. si deve risparmiare su tutto.... la decrescita.... internet.....ecc. e qualche pagina in meno? grazie di questa condivisione. p.s. per dovere di "cronaca uno dei conduttori è Franco di Mare, lei non ricordo come si chiama. a presto. margie

13) 2.12.2009 - Inserito da robertocramarossa

Grazie, Guglielmo, di questa bella riflessione di don Angelo Casati. Ti abbraccio Roberto

14) 2.12.2009 - Inserito da giusymon

Carissimo, grazie per aver messo in rete la riflessione di don Angelo Casati. Ho incontrato finalmente l'umana pietà!Un sentimento non comune in un periodo di grande confusione, di immensa ipocrisia,di fiumi di parole violente. Conosco il dolore, quello vero che scava nell'anima, che ti stringe la gola e ti impietrisce il cuore asciugandoti gli occhi dalle lacrime. Oggi,leggendo le parole di questo sacerdote, finalmente ho pianto! Oh sentito l'Uomo e il suo abbraccio caldo, dolcemente triste alla famiglia di Eluana, a tutti quei Poveri Cristi che lungo il percorso del loro Calvario, sotto il peso immenso della croce, vengono sputati, umiliati, offesi. Grazie G. M. (se puoi metti solo le mie iniziali)

15) 2.12.2009 - Inserito da mattiagentile

Grazie per la riflessione di Don Angelo casati che, ancora una volta, ci ricorda che la Chiesa è anche, soprattutto altro..

16) 2.12.2009 - Inserito da piazzapinto17

..Soltanto nel grande silenzio ha inizio l'ascolto.. Questo è il silenzio: lasciare che il Signore pronunci in noi una parola uguale a Lui...Metterò in voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietrae vi darò un cuore nuovo.... Dopo i giorni dell'ira, il silenzio e con il volto coperto ci poniamo in ascolto del venticello che passa. Franco Ferrara

17) 2.12.2009 - Inserito da mariobosco2004

Eluana non è morta! vive nella mente di coloro che hanno assistito allo scempio del suo corpo violentato per 17 anni contro natura. Se vive in noi dobbiamo avere il coraggio come cittadini di continuare la sua battaglia per la libertà di scegliere, ma anche per rispettare la Natura troppe volte invocata da certi soloni per parlare di Diritto. C'è stato un tentativo di stravolgere l'ordine costituito annullando una sentenza definitiva con quella leggina frettolosa e abborracciata e questo è doppiamente grave: 1) se fosse possibile vanificare le sentenze con una leggina in 3 giorni, non ci sarebbe più alcun freno morale e legislativo all'abuso dei potenti 2) per come è formulata i nostri ospedali si dovrebbero riempire di persone morte ma tenute in vita artificialmente contro natura. Chi pagherebbe il conto e ci sarebbe posto e denaro per i vivi che abbisognano di cure? Ha fatto qualcuno i conti su quante vite si potrebbero salvare lasciando morire serenamente secondo natura e volontà chi si trova in coma da tanti anni? Di queste vite nessuno parla. Sono di serie B? E' triste dover discutere di queste cose durante il funerale, ma questa è la vita che deve continuare per assicurare alle nuove generazioni un futuro migliore. Chi non è saggiamente e pietosamente concreto, anche durante il funerale, è già morto anche se apparentemente vivo o è un imbecille.


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