sabato 25 aprile 2009
Il senso della Resistenza oggi



Cari amici,

un pensiero soltanto per assegnare a questa giornata il significato più denso. Lo prendiamo in prestito da Vittorio Foa, un padre di questo paese.

“Ma perché la Resistenza (insieme con l'antifascismo che ne è stato la premessa) è diventato per anni e per decenni il paradigma della repubblica? Essa era il risveglio da una sonnolenza popolare di lunga durata. Non era solo la sonnolenza del tempo fascista: era una sonnolenza storica, a muoversi in Italia erano state solo piccole minoranze, ci si muoveva solo quando lo Stato chiamava, quando la mobilitazione era obbligata. Adesso il risveglio era volontario, i partigiani erano 230 mila, senza arruolamento, senza coscrizione. Era una somma di storie individuali, di scelte che potevano all'inizio essere a volte anche casuali, o di sopravvivenza prima che politiche, ma che diventavano scelte di campo che decidevano della propria vita. E assieme alla Resistenza armata c'era la Resistenza civile attiva, senza uso delle armi ma altrettanto esposta ai sacrifici e al rischio mortale. […] Il processo che trasforma il coinvolgimento personale in coinvolgimento collettivo che non si può risolvere nell'azione come fine a se stesso ma impone la costruzione di un fine ideale. Solo una settimana dopo 1'8 settembre potevo scrivere, insieme con un giovane compagno poi morto giovane, Giorgio Diena, che l'Italia, ad opera del fascismo, era ridotta ad «espressione geografica» e che il nostro futuro di nazione dipendeva da noi stessi, dalla nostra capacità, nell'immediato, di costruzione combattiva e democratica. Sono convinto che, in un modo o nell'altro, la «scelta» di tutti i resistenti è stata quella”. (Vittorio Foa)

Bella questa idea: resistenza come attivazione del cittadino responsabile. Resistenza come mettersi in gioco senza attendere che altri lo facciano o lo chiedano. Bella e attuale. Ci aiuta a comprendere, con Foa, che anche oggi “il nostro futuro di nazione dipende da noi stessi”. Che ne dite?

a presto

Guglielmo



Postato da Guglielmo Minervini in Valori sociali
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Commenti

1) 5.4.2009 - Inserito da de27anto

E' l'impeggno quotidiano a dare senso alla nostra vita.L'impegno a fare bene quello che dobbiamo fare. L'impegno ad inventarci sempre nuovi percorsi anche nel fare le piccole cose. Ciao. Tonia de Ceglia

2) 25.4.2009 - Inserito da molbar80

LA NUOVA RESISTENZA Mentre i medici del 118 sono senza stipendio: dal sito della gazzetta del mezzogiorno "Regione Puglia, con un blitz tornano i portaborse per tutti Un emendamento di 4 parole consentirà nuove assunzioni ai consiglieri di tutti i partiti"

3) 25.4.2009 - Inserito da guglielmo.minervini

Ecco il classico esempio di disinformazione scandalistica. Sono stato in forte dissenso con l'emendamento approvato e non l'ho nemmeno votato, ma è ridicolo affermare che consente "nuove assunzioni ai consiglieri di tutti i partiti". Ne consente uno ed solo uno in capo all'ufficio di presidenza del consiglio regionale. L'avrei evitato, fosse stato per me, ma di questo si tratta. Guglielmo

4) 25.4.2009 - Inserito da maristellabuonsante

Caro Guglielmo, ho letto la tua riflessione su don Tonino Bello e ti faccio i miei complimenti per la profonditàò e la semplicità del tuo Pensiero.

5) 26.4.2009 - Inserito da s.centonze

L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, questo è il primo emendamento, che mai dobbiamo dimenticare. Come la Resistenza, i suoi eroi (Vittorio Foà, Stojan Furlan, Giovanni Premoli, Ercole Miani) troppo spesso taciuti e i suoi Canti, chissà perché ora assopiti. Non credo sia un caso che l'inno alla Resistenza "Bella Ciao" affondi le sue radici nel canto delle modine, eroiche lavoratrici in condizioni proibitive, come da testo:
« Alla mattina appena alzata, o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao, alla mattina appena alzata,
devo andare a lavorar..!

A lavorare laggiù in risaia, o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao! A lavorare laggiù in risaia
Sotto il sol che picchia giù! »
Ora paradossalmente è proprio l'assenza di lavoro ad esser proibitiva, assenza che va combattuta con tutte le forze.
Alla fine degli anni '90 Tyler Durden in Fight Club così recitava:
"Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra Grande Guerra è quella spirituale, noi siamo la nostra Grande Depressione.
Ora lo scenario è cambiato, viviamo una crisi economica secondo alcuni peggiore di quella del '29. La nostra società deve Resistere, deve tornare a lavorare. Deve "tornare" a svegliarsi.

« Una mattina mi son svegliato,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao,
ciao, ciao!
Una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor...

«È questo il fiore del partigiano»,
o bella, ciao! bella, ciao! bella, ciao,
ciao, ciao!
«È questo il fiore del partigiano
morto per la libertà!»


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